Costi della manodopera: indirettamente o direttamente, sempre ribassabili sono

Una sentenza un po’ complessa quella del Tar Calabria, Sezione staccata di Reggio Calabria, 08/02/2024, n. 119, che, contrariamente a come viene presentata, non è affatto opposta e in contrasto con quella del Tar Firenze sez. IV 29/1/2024 n.120.

Infatti, il Tar Calabria, con ragionamento un po’ bizantino, afferma che il ribasso è comunque possibile, anche se in via indiretta: un’attenzione eccessiva alla forma, tale tuttavia da non incidere sulla sostanza.

Ripercorriamo la parte centrale dell’argomentazione del Tar calabria: non si “esclude che, per come espressamente previsto dal Legislatore in coerenza con l’orientamento giurisprudenziale formatosi sotto la vigenza della precedente normativa in tema di appalti, ciascun concorrente possa, in via separata rispetto “all’importo assoggettato al ribasso” (ovvero quello sul quale applicare la percentuale di ribasso percentuale), esporre una cifra, a titolo di costi della manodopera, inferiore rispetto a quella che la stazione appaltante ha previsto ex ante nell’ambito del più ampio importo posto a base di gara.

Ciò, tuttavia, potrà avvenire a condizione che tale, per così dire, “indiretto” ribasso dei costi della manodopera risulti coerente con una “più efficiente organizzazione aziendale” che l’operatore dovrà dimostrare in sede di verifica dell’anomalia, doverosamente promossa dalla stazione appaltante”.

Occorre qui richiamare i rudimenti della logica. Basta citare Parmenide: solo l’essere è e non può non essere; solo il non essere non è e non può essere.

Allora, o il ribasso è, oppure il ribasso non è. Affermare che il ribasso sia “indiretto” e ricollegato alla più efficiente organizzazione aziendale in sede di verifica dell’anomalia significa:

  1. ammettere che il ribasso sul costo della manodopera è ammesso (diretto o indiretto, a ben vedere, è la stessa identica cosa);
  2. ammettere che il Tar Toscana ha pienamente ragione, laddove afferma che il ribasso sulla manodopera è sempre possibile proprio perchè oggetto della verifica in sede di anomalia.

Dunque, la sostanza è che il Tar Calabria non afferma nulla di diverso rispetti al Tar Toscana, ma si limita a fornire indicazioni su come procedere.

Secondo la sentenza del Tar Toscana:

  1. la stazione appaltante indica una base di gara, poniamo 1.000.000;
  2. espone il costo della manodopera compreso in tale base, poniamo 100.000, indicando anche la percentuale di incidenza sul totale (nell’esempio 10%);
  3. indicare l’importo soggetto a ribasso, cioè 900.000.

Il Tar, entrando nel merito della specifica gara, afferma: “In altri termini, ciascun concorrente avrebbe potuto sì ribassare il costo della manodopera, pari ad € 1.011.221,98 – ricompreso nell’ambito del più complessivo l’importo posto a base di gara, pari ad € 9.394.643,31 – ma avrebbe potuto farlo soltanto in via indiretta, ovvero esponendo una cifra inferiore rispetto a quella computata ex ante dall’Autorità di Sistema Portuale e non già inserendo il costo medesimo, in via diretta ed immediata, nel diverso e distinto “importo assoggettato a ribasso”, sul quale applicarsi il Ribasso Percentuale Unico Offerto, da intendersi quale ribasso proposto avuto riguardo a tutte le attività oggetto di appalto: “servizi tecnici e lavori””.

Pertanto, secondo il Tar, tornando all’esempio, l’operatore economico potrebbe:

  1. proporre un ribasso solo sull’importo di 900.000 euro, poniamo del 10%, tale da aversi un importo contrattuale di 810.000;
  2. esporre un diverso costo del lavoro, poniamo di euro 80.000;
  3. per cui, si avrebbero per lavori 730.000 euro e per costo del personale 80.000 euro.

Ma, 810.000 euro sono sono l’81% di 1.000.000; e 80.000 per manodopera sono l’80% di 100.000; quindi, in ogni caso il ribasso proposto dall’appaltatore sull’importo a base di gara (anche ammettendo, come propone il Tar Calabria che sia lemma diverso da importo ribassabile) è il 19% dell’importo complessivo, composto da un 10% di ribasso su 900.000 euro (per lavori ribassabili) ed un altro 20% di ribasso sull’importo della manodopera.

Il metodo che propone il Tar Calabria è identico, nel risultato, al metodo che implichi un ribasso complessivo sull’intero importo a base di gara (unico importo davvero non ribassabile è quello connesso alla sicurezza), con conseguente esposizione (scorporo) della composizione del prezzo tra opere e costo della manodopera. Cosa cambia? Nulla. Semplicemente, dunque, bisogna accettare quel che dispone l’articolo 41: cioè esso pone a carico dell’appaltatore la possibilità di condividere o meno il costo della manodopera così come fissato dall’ente appaltante; e qualora l’operatore economico non condivida detto costo (per ragioni di organizzazione), l’articolo 41 gli permette di proporre un ribasso che coinvolga anche il costo della manodopera, scorporandolo dalla base di gara ed evidenziandolo, in modo che in sede di verifica dell’anomalia si possano comprendere le giustificazioni alla base di tale riduzione.

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