I requisiti dei componenti le rsu: le indicazioni dell’aran

E’ necessario essere dipendenti in servizio per potere fare parte della RSU e l’assegnazione provvisoria ad altra PA determina la decadenza da tale organismo. Lo stesso requisito è richiesto per essere individuati come “terminali” di una organizzazione sindacale, mentre non è necessario per rappresentare la stessa nella contrattazione collettiva decentrata integrativa. Se si è assente dal servizio per oltre 6 mesi si decade da componente la RSU solamente se la stessa non può più riunirsi perché i componenti in carica sono meno della metà degli eletti. Si subentra al componente dimissionario o decaduto anche se non si sono ottenute preferenze ed anche se nel frattempo si è cambiata organizzazione sindacale. 

LE CONDIZIONI

Occorre essere dipendente dell’ente in servizio per potere essere eletto come componente la RSU.

Sulla base di questo principio, il dipendente componente la RSU che sia assegnato in via temporanea ad un’altra PA, ad esempio tramite comando, decade dall’incarico di rappresentante del personale. E’ quanto chiarisce l’Aran con il parere CQRS 173.

Siamo in presenza di una causa di decadenza che ha un carattere sostanzialmente automatico. La RSU, sulla base dei dettati contrattuali, è impegnata a dare corso entro i 45 giorni successivi, alla sostituzione con il primo dei non eletti nella stessa lista. Se essa non vi provvede, l’ente può “dichiarare la decadenza automatica del dipendente in parola e invitare i componenti RSU rimanenti a provvedere alla sostituzione”.
Il parere prende in esame la possibilità che “non si dia luogo o non possa darsi luogo (per mancanza di candidati disponibili) alla sostituzione, occorrerà verificare che .. l’intera RSU non sia decaduta in quanto, esaurita la possibilità di sostituire i componenti dimissionari/decaduti attingendo tra i non eletti della stessa lista, il numero dei componenti scenda al di sotto del 50% del numero previsto .. con il conseguente obbligo di procedere al suo rinnovo, secondo le modalità previste dall’accordo stesso”.

Un dipendente cessato dal servizio non può essere individuato come terminale di una organizzazione sindacale, ma qualora sia dirigente della stessa può partecipare in sua rappresentanza alla contrattazione integrativa decentrata. Lo dice con chiarezza il parere Aran CQRS 166.

LA DECADENZA PER ASSENZA

I dipendenti assenti dal servizio per più di 6 mesi non decadono automaticamente dall’incarico di componenti elettivi della RSU: si deve arrivare a questa conseguenza solamente se il numero dei componenti di tale organismo scende sotto la maggioranza degli assegnati e, di conseguenza, non è possibile che la stessa possa continuare a riunirsi in modo valido.

Le norme di riferimento sono contenute nell’articolo 9, comma 4, dell’Accordo Collettivo Nazionale Quadro (ACQN) del 12 aprile 2022.

Sono queste le indicazioni contenute nel recente parere Aran CQRS 172, che si segnala per la sottolineatura della necessità della presenza in contemporanea dei fattori dell’assenza e della impossibilità di funzionamento dell’organismo sindacale. 

La prima indicazione è che non vi è alcun automatismo nella decadenza dalla RSU del dipendente che sia assente dal servizio, anche se per lungo tempo. Questo effetto si determina solamente se “l’assenza continuativa dall’ufficio superiore a 6 mesi .. comporti che il numero di componenti effettivamente in servizio nella sede RSU che possono assumere le decisioni sia inferiore al 50% del numero previsto all’art. 4 (Numero dei componenti) del medesimo ACNQ”, quindi nel caso in cui diventino impossibili le riunioni: per cui se 1 dipendente di una RSU si trova in questa condizione e gli altri 2 (nel caso in cui il totale dei componenti siano 3) sono in carica, non si dà corso alla decadenza, che invece si determina nel caso in cui “l’assenza prolungata (oltre 6 mesi) di un componente non permette alla RSU di poter prendere decisioni poiché sono rimasti in servizio meno del 50% dei componenti”.

L’amministrazione deve dare informazione della condizione che si è determinata alla stessa RSU, “ma spetta a quest’ultima dare comunicazione ai lavoratori della decadenza del componente mediante affissione in luogo accessibile a tutti i dipendenti o pubblicandola nell’eventuale sezione intranet dell’amministrazione dedicata alla RSU. Spetta sempre alla RSU .. comunicare all’amministrazione ed ai lavoratori il nominativo del componente subentrante o .. la dichiarazione di decadenza dell’intera RSU”. L’ente è impegnato ad intervenire solamente nel caso di inadempienza da parte della RSU entro i 45 giorni successivi alla effettuazione della comunicazione stessa: “la decadenza automatica del singolo componente o dell’intera RSU può essere rilevata anche dall’amministrazione, la quale nel primo caso invita i componenti della RSU rimasti in carica a provvedere alla sostituzione, mentre nel secondo caso invita le organizzazioni sindacali aventi titolo ad indire nuove elezioni”.

I REQUISITI PER LA SOSTITUZIONE

Non è necessario avere ottenuto voti di preferenza per potere sostituire il componente la RSU che sia cessato per dimissioni o per decadenza. E’ quanto chiarisce il parere Aran CQRS 170.

La disposizione di riferimento è contenuta già nel testo dell’articolo 7, comma 2, dell’Accordo Contrattuale Nazionale Quadro (ACQN) del 7 agosto 1998. Siamo in presenza di una indicazione consolidata.

Il componente la RSU che si dimetta o che decada deve essere sostituito dal primo dei non eletti della stessa lista: ci viene espressamente detto che non influisce in alcun modo che questo abbia o meno ottenuto voti di preferenza.

L’Aran perviene a questa conclusione tenendo conto della seguente considerazione: “il regolamento elettorale non richiede obbligatoriamente l’espressione di una preferenza ma tende a privilegiare il voto di lista”.

Non è necessario essere iscritti al sindacato per subentrare al componente la RSU dimissionario e si può nel frattempo anche avere aderito ad un’altra organizzazione sindacale. Lo ricorda il parere Aran CQRS 169.

Non vi sono previsioni nel contratto nazionale che subordinano il subentro nella RSU ad essere iscritti alla organizzazione sindacale, così come questo non è un requisito per potere essere candidati.

Per queste ragioni, “nessuna implicazione può derivare da eventuali mutamenti legati all’appartenenza a singole sigle sindacali dei suoi componenti (o dei possibili subentranti) i quali rappresentano i lavoratori – senza vincolo di mandato – indipendentemente, come detto, dall’iscrizione ad una organizzazione sindacale e a prescindere dalla lista nella quale sono stati eletti”.

Il parere Aran richiama la sentenza della Corte di Cassazione sez. lavoro nella sentenza n. 3545 del 7 marzo 2012 chiarisce che così recita testualmente: “i lavoratori una volta eletti non sono più legati al sindacato nelle cui liste si sono presentati alle elezioni, ma fondano la loro carica sul voto, universale e segreto, dell’intera collettività dei dipendenti aziendali. E tale fondamento permane anche se il lavoratore si dimette dal sindacato nelle cui liste si è presentato e quale che siano le sue successive decisioni (tanto nel caso in cui non aderisca ad alcun sindacato, che nel caso in cui aderisca ad altro sindacato)”.

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