Il bene pubblico maltrattato

Recensione di M. Balducci al volume di Marcello DEGNI, Il bene pubblico maltrattato, Roma, Castelvecchi, 2024

Gli operatori nei libri spesso cercano delle indicazioni concrete e pratiche, dei suggerimenti operativi su cosa concretamente fare nel corso dell’agire quotidiano. Ebbene questo, non solo non è sempre possibile, spesso non è nemmeno auspicabile. Quando è che le “guide operative” non sono auspicabili? Quando ci si dovesse trovare ad operare in un periodo di transizione in cui i fondamenti dell’ordine esistente devono essere radicalmente cambiati. Quando ci dovesse capitare di trovarci in una situazione simile le “guide operative” corrono il rischio di essere fuorvianti. Quello di cui c’è bisogno in una situazione simile è prendere consapevolezza dei principi su cui si basa l’ordine istituzionale esistente, ordine che deve necessariamente cambiare. Orbene ci capita di trovarci proprio in questa situazione. Il lavoro di Marcello DEGNI ha il coraggio di affrontare un aspetto di questa rivoluzione epocale che le nostre istituzioni sono chiamate ad affrontare.

            Il libro di DEGNI si occupa della formazione e gestione del bilancio pubblico sia al livello dello Stato Centrale che al livello delle Regioni e delle Autonomie locali. Si tratta di un lavoro la cui lettura è fortemente raccomandata a tutti gli operatori delle nostre amministrazioni pubbliche in particolar modo si raccomanda a chi nelle pubbliche amministrazioni è coinvolto nella elaborazione e nella gestione del bilancio.

            DEGNI parte da una osservazione indiscutibile: il bilancio preventivo è preparato dall’esecutivo e gli organi assembleari (Parlamento e Senato  al livello dello Stato Centrale e i Consigli vuoi delle Regioni che delle Autonomie Locali) sono di fatto messi nella impossibilità di far sentire la propria voce. Al livello dello Stato Centrale questa esclusione delle Assemblee Parlamentari assume aspetti veramente farseschi. Basti pensare al fatto che, per impedire una reale discussione nelle sedi parlamentari del progetto di bilancio elaborato da’’esecutivo, visto che la Carta Costituzionale impone una discussione articolo per articolo, da diversi anni si è affermata la prassi di produrre una legge di bilancio composta di un solo articolo, anche se suddiviso in centinaia, vuoi migliaia di commi!!! A livello di Regioni e Comunità Locali il problema non è meno grave. DEGNI è in grado di sviscerare questa problematica perché la ha vissuta in prima persona. In qualità di consigliere parlamentare del Senato ha partecipato (in un ruolo preminente) ai lavori che hanno portato alla legge 49 del 2009 (la legge che ha introdotto il bilancio per missioni) e alla collegata rivisitazione dell’art. 81 della Costituzione. In seguito è stato assessore alle finanze del Comune di Velletri, dove ha potuto vedere le implicazioni operative della legislazione dal punto di vista di chi deve mettere in pratica la legislazione. Attualmente guida il gruppo di Consiglieri della Corte dei Conti che supervisiona le attività della Regione Lombardia.

            I bilanci pubblici, in particolare quelli del sistema multilivello, dallo Stato al Comune, sono un bene pubblico perché posti al cuore dell’incrocio tra produzione della ricchezza e funzionamento delle istituzioni; e se queste istituzioni sono connotate dall’assetto democratico……… la verità e affidabilità dei bilanci pubblici resta alla base della fiducia che muove e sostiene la creazione della ricchezza….(pag. 31).

             Orbene i nostri bilanci pubblici danno questa garanzia?  DEGNI ne dubita. Ad esempio, sostiene DEGNI  la relazione di inizio e di fine mandato negli enti locali è stata interpretata come mero adempimento, costruita su aridi schemi scarsamente significativi (p. 33).

             Qui si evidenziano due necessità impellenti. Innanzi tutto riportare ad unita i meccanismi di approvazione dei bilanci con i meccanismi di gestione degli stessi. Gli adempimenti imposti dal decreto del Ministero dell’Economia del luglio 2023 relativamente alle procedure da adottare per poter realizzare un bilancio preventivo non affrontano il vero problema: le procedure di adozione del bilancio preventivo non possono essere scisse dalla gestione quotidiana del bilancio. Sopra le Alpi si comincia a lavorare al bilancio preventivo dell’anno x+ 1 il giorno dopo che si inizia a mettere in opera il bilancio dell’anno x! In secondo luogo agganciare i meccanismi di gestione della performance alle procedure budgetarie,  completando le indicazioni finanziarie relative ad ogni missione con la formalizzazione degli obiettivi di output di ogni missione. L’aggancio all’outcome va realizzato ma non nell’ambito delle procedure budgetarie.

            Il lavoro di DEGNI richiama l’attenzione sul rapporto tra il sistema contabile nel suo assetto generale e le pratiche quotidiane di gestione dei flussi contabili. Seguendo questa linea si capisce perché i Dlgs 91/2011, 118/2011e 18/2012 sono rimasti largamente inattuati.

            L’auspicio è che si possano realizzare interventi formativi rivolti non solo ai dirigenti e funzionari ma anche e soprattutto agli eletti sulle problematiche sollevate dal libro di Marcello DEGNI.

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