La costituzione del fondo e la contrattazione decentrata nell’anno 2024

Entro il mese di aprile tutte le amministrazioni locali e regionali devono costituire il fondo per le risorse decentrate e devono dare avvio alla contrattazione decentrata per il 2024 tenendo conto dell’approvazione dei bilanci preventivi e dei conti consuntivi.

Si tenga presente che per la Corte dei Conti della Sicilia n. 81/2024, la mancata approvazione del bilancio preventivo preclude la costituzione del fondo, indicazioni che devono comunque tenere conto del carattere vincolante della costituzione della parte stabile del fondo.

Il vincolo della tempestiva costituzione del fondo e dell’avvio della contrattazione decentrata è dettato per il personale dipendente dal CCNL 16 novembre 2022 e, per i dirigenti, è contenuto nella preintesa per il contratto del triennio 2019-2021.

Si deve inoltre ricordare in premessa che le amministrazioni sono tenute all’inserimento nel bilancio preventivo di aumenti pari al 5,78% dell’ultimo monte salari del personale, dei dirigenti e dei segretari, per il finanziamento dei maggiori oneri derivanti che saranno determinati dai rinnovi contrattuali del triennio 2022/2024, che tali somme comprendono la indennità di vacanza contrattuale ed il suo incremento, nonché gli oneri riflessi e l’Irap per la quota a carico dell’ente e che essi vanno inclusi nel tetto della spesa del personale, salvo che per il calcolo del rispetto del tetto dei costi sostenuti mediamente dall’ente a questo titolo nel triennio 2019/2021.

IL FONDO PER LE RISORSE DECENTRATE

In premessa si deve evidenziare che nella parte variabile del fondo 2024, il che può determinare un decremento della sua consistenza complessiva, non sono più presenti le somme di 84,50 euro per ogni dipendente in servizio al 31 dicembre 2018 per gli anni 2021 e 2022 e l’aumento fino allo 0,22% del monte salari 2018 per l’anno 2022.

Occorre evidenziare che questo decremento non può di fatto essere colmato dagli enti con risorse di bilancio: le risorse inserite dall’ente nel fondo ex articolo 79, comma 2, lettera c), vanno infatti inserite nel tetto del salario accessorio del 2016.

Le amministrazioni devono soprattutto dare corso alle iniziative di seguito indicate.

Per la parte stabile si deve necessariamente provvedere all’inserimento per tutto l’anno (e non solo dal mese di aprile come previsto per lo scorso anno 2023) delle differenze di trattamento economico tra i dipendenti in servizio allo 1.4.2023 inquadrati nelle posizioni giuridiche B3 e D3 rispetto a quelli che sono inquadrati nelle posizioni giuridiche B1 e D1. Si deve ricordare che tali risorse sono finanziate dal corrispondente taglio di quelle destinate alla corresponsione del trattamento economico fondamentale ed esse non vengono modificate dalle successive cessazioni di questo personale. Tali risorse vanno in deroga al tetto del salario accessorio del 2016.

Sempre per la parte stabile le amministrazioni devono dare corso a due ulteriori iniziative, se ne ricorrono i presupposti. In primo luogo, vanno inserite la RIA e gli assegni ad personam dei dipendenti cessati nell’anno 2023: tali risorse devono essere incluse nel tetto del salario accessorio del 2016. Inoltre, devono dare corso all’aumento del fondo e delle risorse destinate al salario accessorio degli incaricati di elevate qualificazioni nel caso di incremento del personale in servizio rispetto al 31 dicembre 2018: tale aumento in applicazione dell’articolo 33 del d.l. n. 34/2019, va in deroga al tetto del salario accessorio.

Sulla base delle previsioni dettate dai CCNL la parte variabile deve essere interamente rideterminata con cadenza annuale.

Occorre dare corso all’inserimento dei risparmi del fondo per lo straordinario dell’anno precedente e della parte stabile dei fondi.

Si deve acquisire la deliberazione della giunta per le seguenti tre voci, anche qualora si tratti di una semplice conferma delle scelte già effettuate nell’anno precedente: aumento fino allo 1,2% del monte salari 1997 (risorse che sono assoggettate al tetto del salario accessorio); aumento fino allo 0,22% del monte salari 2018 (risorse che non sono assoggettate al tetto del salario accessorio), anche nel caso di conferma della scelta fatta nel 2023; aumento per il raggiungimento di specifici obiettivi 1997, risorse che sono assoggettate al tetto del salario accessorio.

Si deve inoltre dare corso all’inserimento delle risorse previste da specifiche disposizioni di legge, ivi comprese per la RGS la incentivazione delle funzioni tecniche. 

Occorre inoltre calcolare ed aggiungere le ulteriori risorse previste dal CCNL, tra cui i proventi di sponsorizzazioni, cessione di servizi, consulenze; fino al 50% dei risparmi derivanti da piani di razionalizzazione delle spese. Tutte queste risorse non sono assoggettate al tetto del salario accessorio.

Nel caso di cessazione nel 2023 di personale che aveva la RIA e/o assegni ad personam in godimento, occorre aggiungere le somme non erogate a tale titolo nell’anno 2023, somme che vanno nel tetto del salario accessorio.

Si ricorda che, per i pareri delle sezioni regionali di controllo della Corte dei Conti del Piemonte n. 14/2024 e Lombardia n. 39/2024 e 91/2024 gli aumenti del fondo destinati al finanziamento del welfare integrativo vanno in deroga al tetto del salario accessorio.

LA CONTRATTAZIONE 2024

E’ in primo luogo auspicabile che il CCDI detti la disciplina sia della parte economica che di quella normativa e che esso sia unitario, nel senso che includa tutte le materie oggetto di contrattazione collettiva decentrata integrativa. Allo stato attuale non vi è però alcun obbligo contrattuale in tale direzione e, quindi, non vi è illegittimità nelle scelte diverse, quindi in intese che disciplinano solamente alcune materie.

Sicuramente si applica il principio della ultrattività delle precedenti disposizioni contrattuali, principio che ben si attaglia agli istituti giuridici e che può essere applicato solo parzialmente per la ripartizione del fondo.

Ricordiamo che le indennità integralmente disciplinate dal contratto nazionale, quindi turnazione, reperibilità e compensi per le attività aggiuntive svolte nelle giornate festive, devono essere comunque erogate al personale dipendente, anche in assenza di contrattazione. 

Ricordiamo che per l’Aran e per la sezione di controllo della Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia anche gli incentivi per la performance individuale possono essere corrisposti sulla base di una destinazione che intervenga anche oltre l’anno a cui questi compensi si riferiscono.

Nella incentivazione della performance non si può che ribadire la necessità che la incentivazione di singoli dipendenti o di gruppi di dipendenti per l’assegnazione di obiettivi ulteriori e specifici, istituto che spesso viene ribattezzata come progetti, si concretizzi all’interno delle risorse destinate a questo fine dalla contrattazione decentrata.

Sempre con riferimento alla performance occorre ricordare che il CCNL stabilisce il vincolo che almeno il 30% delle risorse di parte variabile, al netto di quelle provenienti da specifiche disposizioni di legge, e che occorre incrementare di almeno il 30% rispetto alla incentivazione mediamente erogata a questo titolo ai dipendenti che hanno avuto una valutazione positiva, la incentivazione della performance individuale per una quota limitata di dipendenti che hanno avuto la valutazione più elevata. 

Appare infine necessario, anche se su questo punto non vi sono letture univoche, che la contrattazione decentrata disciplini le modalità di ripartizione delle risorse destinate alla incentivazione delle funzioni tecniche tra le varie figure individuate dal legislatore nazionale.

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