Tra moglie e il marito sindaco non metterci il dito

Secondo quanto affermato in un atto presidenziale dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, sussisterebbe conflitto di interessi a carico del candidato sindaco di un Comune che intenda rinnovare l’incarico di responsabile di area tecnica conferito alla propria moglie.
All’incarico in questione, infatti, sarebbe connesso un incremento della retribuzione, con la conseguenza che la funzionaria coinvolta vanterebbe un interesse privato al rinnovo dello stesso. Il rapporto di coniugio ricorrente tra quest’ultima ed il sindaco, poi, potrebbe configurare una situazione personale idonea a minare – anche solo potenzialmente – l’imparzialità della decisione.
Peraltro, pur non essendo gli amministratori locali vincolati al rispetto del Codice di comportamento nazionale, né a quello adottato dall’amministrazione e rivolto ai dipendenti,  ciò non escluderebbe – scrive l’amministrazione indipendente- la possibilità che i componenti dell’organo politico si autovincolino al rispetto di tali disposizioni mediante una dichiarazione di impegno da rendere all’atto del conferimento dell’incarico, in cui, ad esempio, diano atto della partecipazione ad associazioni ed organizzazioni nonché della titolarità di interessi propri, del coniuge, di parenti o affini. Tali doveri di comunicazione potrebbero essere anche formalizzati nell’ambito di un codice di condotta ad hoc, indirizzato ai soli componenti dell’organo di indirizzo politico dell’ente.

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