4000 bilanci approvati a fine 2023

Come leggiamo sul Quotidiano enti locali de Il Sole 24Ore, la tanto discussa riforma dell’iter di bilancio introdotta dal dm 25/7/2023 ha comunque centrato il suo obiettivo.

Dai dati diffusi dalla Ragioneria generale dello Stato emerge che sono oltre 4.000 i bilanci approvati a fine 2023, contro i circa 1.600 chiusi a fine 2022: con un balzo, quindi, del 150 per cento.

Il che fa riflettere se si pensa che da anni il termine del 31/12 è vanamente scritto nel Tuel, mentre è bastato un decreto ministeriale, probabilmente illegittimo, per invertire un trend che sembra irreversibile. 

Sarebbe interessante adesso indagare sul perché gli altri 4.000 enti abbiano deciso di soprassedere, essendo ormai evidente che la pretesa “impossibilità “ di chiudere i preventivi rappresenta poco più che un alibi.

In questo senso, sarebbe davvero utile rendere obbligatoria l’adozione di un provvedimento consiliare di autorizzazione, con obbligo di motivazione analitica. Ma si tratta di una tesi che non piace a nessuno, chissà perchè.


Le riflessioni proposte da Matteo Barbero in merito all’elevato numero di enti locali che hanno approvato i bilanci di previsione entro il 31.12.2023 portano ad ulteriori considerazioni:

  1. approvare i bilanci di previsione entro il termine normativo del 31.12.2023 è possibile: e questa è un’ovvietà;
  2. il rispetto di tale termine sarebbe ancor più facile, se gli enti attivassero davvero e in modo completo il ciclo, che parte in estate con l’adozione del Dup, passa per l’aggiornamento del Dup a novembre e poi prosegue con l’approvazione del bilancio;
  3. il bilancio di previsione dovrebbe essere organizzato con la logica bottom-down: rispettare, evidentemente le direttive strategiche, ma formarsi aggregando progressivamente gli elementi finanziari necessari alle concrete azioni gestionali;
  4. agendo come al punto 3, si realizza contestualmente il Dup come aggregazione gestionale del contestuale Piao;
  5. in tal modo, si arriverebbe a novembre con la quasi integrale presenza dei dati finanziari e programmatici per approvare il bilancio per tempo ed avviare il nuovo anno con un Piao già pronto e funzionale;
  6. gli enti locali, dopo oltre 30 anni di continui e sicuri rinvii, si sono certamente “seduti” su questa consuetudine, contando di rinviare sine die il bilancio di previsione;
  7. il DM 25.7.2023, astruso, dirigista, intriso di scadenze e modalità operative che solo una mentalità iperburocratica può descrivere in quel modo, ha avuto un effetto chiaro: lo “spauracchio”;
  8. i responsabili dei servizi finanziari, volontariamente o meno tra i principali protagonisti “seduti” sull’abitudine del rinvio, sono stati richiamati dal DM alla realtà: in effetti, il movimento del processo di bilancio parte da loro, non dalla politica, alla quale è più che sufficiente delineare aspetti di dettaglio del programma amministrativo, per aspettarsi che parta la gestione.

Cosa aggiungere? Poco. Semplicemente che, visto l’esito dell’ululato alla luna scaturente dal DM 25.7.2023, forse la strada migliore è semplicemente non approvare mai più provvedimenti di rinvio dei bilanci.

L.O.

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6 commenti

  • Matteo Barbero

    Premesso che mi piace molto il nickname Segretario Stufo, credo sia evidente a tutti che un bilancio tempestivo da aggiornare è sempre preferibile ad un bilancio perfetto tardivo. Senza considerare che di solito il passare del tempo non migliora la qualità dei documenti contabili. Del resto, parliamo di bilanci preventivi non a caso. Sarebbe interessante verificare quante più variazioni deve effettuare un ente che approva entro il 31/12 rispetto ad uno che approva “a bocce ferme” (che ferme non sono mai). Così come sarebbe interessante verificare comparativamente altri indicatori. Nei miei enti ho sempre cercato di anticipare i tempi e questo non ha peggiorato il quadro, anzi. Credo sia soprattutto una questione di approccio, che ovviamente non può essere modificato per decreto.

  • Segretario Stufo

    Alla luce del dm 25/7/2023 ho discusso coi vari Sindaci sull’eventualità o meno di approvare il bilancio entro il 31/12. Immaginavo la scadenza sarebbe stata posticipata ma ormai era chiara quale era la “direttiva” e tanto valeva abituarci fin da subito. Nessuno dei miei Enti lo aveva mai approvato per tempo ma quest’anno solo uno ha ritardato di una settimana.

    Certo che si è sempre potuto approvare il bilancio entro il 31/12, però si tratta di un bilancio, per molti Enti, completamente inutile.
    Già a fine novembre si discuteva sulle modifiche da effettuare sulla 1a variazione di bilancio e oggi le variazioni da fare sono talmente esteso che credo sia più coretto parlare di “rifacimento di bilancio”.
    Diciamo che solitamente in Consiglio si preferiva portare un bilancio verosimile piuttosto che un documento puramente burocratico correlato da nota, indicatori, ecc basati su dati completamente astratti…dati poi ovviamente inviati al BDAP. Cosa che ho esposto nei vari Consigli, assieme al fatto che una povera ragioniera si è dovuta collegare in remoto la domenica per poter finire per tempo.

    Ricordo, anni fa, una discussione che ebbi con un giovane collega che spingeva i suoi comuni ad anticipare il Rendiconto e poi approvare il bilancio successivamente e auspicava che, per i piccoli Enti, questo in futuro diventasse prassi in modo da snellire le procedure e presentare dei dati corretti. Pensava che non dovrebbe esserci tempistiche con le variazioni e che con il 31/12 dovesse partire semplicemente la seconda annualità in modo da non interrompere il lavoro dei dipendenti, in particolare di quelli degli uffici tecnici che sempre si sono trovati a dover sottostare a leggi contabili che non comprendevano le caratteristiche del lavoro più pratico. Forse un po’ troppo ingenuo e rivoluzionario.

    Ma si sa che ormai l’importante è solamente fare bella figura e poter presentare un sacco di bei numeri, se poi sono inutili non è un problema. Viene imposta una scadenza che non viene rispettata dalla maggior parte degli Enti? Ovviamente non è colpa di chi ha impostato questa scadenza, è colpa di tutti questi Enti pigri. Chiamare direttamente i funzionari e chiedere quali sono le difficoltà? Non sia mai! I grandi pensatori di Roma sanno molto meglio come si gestiscono i Comuni rispetto a chi questi Comuni li gestisce davvero, magari per anni.

    Dopotutto, perché sforzarsi quando basta imporre una scadenza o un ennesimo piano triennale?

    • Luigi Oliveri

      Non approvare mai un bilancio, perchè lo si deve variare, non appare, tuttavia, una ragione nè saggia, nè fondata giuscontabilmente. Si tratta di un bilancio “di previsione”, non di una dichiarazione sacrale: le variazioni sono nelle cose. Partire a inizio anno con una direzione precisa è sempre più opportuno dei dodicesimi, dell’esercizio provvisorio e della totale assenza di ogni documento di programmazione operativa.

      • Segretario Stufo

        Ci mancherebbe ma per esperienza ho sempre trovato che un bilancio approvato a febbraio o al massimo marzo sia un buon compromesso tra una previsione realistica e una semplice trasposizione della seconda annualità del bilancio approvato precedentemente.
        Poter lavorare su una Finanziaria definitiva, un fondo di solidarietà concreto e delle previsioni che tengano conto dell’andamento degli ultimi mesi dell’anno evita che i funzionari perdano il doppio del tempo a definire i budget e a capire se si possa, o meno, perseguire determinati obiettivi nell’anno.
        Al momento, l’aver approvato i bilanci entro il 31/12, ha portato più che altro a sentite lamentele da parte dei vari uffici tecnici che proprio verso fine anno si trovano maggiormente con l’acqua alla gola, a ragionieri indietro con gli adempimenti e a qualche variazione di cassa in più.
        I sogni sono molto belli ma alla fine sono le risorse finanziarie a disposizione a determinare cosa si possa fare.
        E per quale fine? Per fare in modo che la Ragioneria dello Stato abbia a disposizione anticipatamente dei dati meno corretti del solito?
        I bilanci si sono sempre potuti approvare per tempo. Anzi, con una sanzione abbastanza alta è probabile che buona parte degli Enti possa approvare il bilancio 2025/2027 oggi stesso; sarebbe questa buona amministrazione?
        Dato che l’80% dei Comuni, molti di questi sani ed efficienti come ho il pregio di considerare i miei, non approvava per tempo i bilanci, forse sarebbe stato il caso di chiederne i motivi e lavorare su quelli e non incolparli a priori come è ormai prassi consolidata da anni.
        La cosa che mi spaventa è che questo andazzo sembra peggiorare negli ultimi anni.

  • Suggerisco di fare come in Francia. Per i comuni che non approvano il.preventivo nei teemini di legge il bilancio preventivo è fatto dalla corte dei conti regionale

    • Matteo Barbero

      In mancanza della consueta proroga per chi non rispetta il termine del 31/12 scatterebbe il meccanismo diffida più eventuale commissariamento e successivo scioglimento degli organi. Non serve inventare nulla, basterebbe solo applicare la legge

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