Anomalia: sì alla modifica di singole voci di costo purchè non si modifichi l’offerta

Anche nel nuovo Codice è ammissibile, in sede di verifica di anomalia, la modifica di singole voci di costo, purchè ciò non determini una sostanziale modifica dell’offerta presentata.

Lo conferma il TAR Campania Napoli sez. I 21 marzo 2024 n. 1838, relativamente ad una fattispecie nata sotto l’egida del vecchio Codice; la regola trova, tuttavia, applicazione anche sotto la disciplina del nuovo Codice dei contrati.

Il caso sottoposto a giudizio

Una stazione appaltante disponeva l’avvio della procedura di gara per l’affidamento n. 20 accordi quadro, per lavori di nuova costruzione, ampliamento, adeguamento, ristrutturazione di edifici pubblici, adibiti ad uso scolastico.

L’accordo quadro era relativo ad interventi finanziati dal Piano nazionale per la ripresa e resilienza (PNRR). Ad uno dei lotti partecipavano tre operatori economici, tra cui la ricorrente.

All’esito delle valutazioni delle offerte tecniche, un Consorzio Stabile risultava primo in graduatoria, mentre la Ricorrente risultava seconda graduata.

Il RUP richiedeva giustificazioni in merito alla congruità dell’offerta presentata dal Consorzio Stabile, all’esito delle quali la stazione appaltante riteneva soddisfacenti i chiarimenti e le giustificazioni forniti. Con determina veniva disposta l’aggiudicazione in favore del Consorzio Stabile.

La ricorrente aveva impugnato il predetto provvedimento, contestandone la legittimità e chiedendone l’annullamento sollevando molteplici censure, tra le quali la modifica dell’offerta economica in sede di anomalia.

Nei giustificativi riguardanti l’esame dell’anomalia trasmessi alla stazione appaltante al fine di dimostrare la congruità dell’importo offerto, la controinteressata aveva modificato, abbassandoli la voce “costi aziendali della sicurezza” riportata nel prospetto delle spese generali.

Tale precisazione avrebbe, dunque, comportato, secondo la ricorrente, una inammissibile modifica dell’offerta economica che avrebbe imposto alla stazione appaltante l’immediata esclusione dell’operatore economico.

La decisone dei giudici

Nel caso di specie, il RUP chiedeva alla controinteressata giustificazioni in ordine alla congruità dell’offerta presentata: l’indicazione degli oneri aziendali di sicurezza, difatti, risultava manifestamente elevata ed incongrua.

Il RUP, quindi, aveva ritenuto ictu oculi abnormemente elevata e palesemente incongrua l’indicazione degli oneri aziendali di sicurezza indicata nell’offerta economica, non solo in assoluto (in relazione al tipo di gara e al prezzo complessivo offerto), ma anche rispetto alla comparazione con i costi indicati da tutti gli altri aggiudicatari del medesimo bando per i vari lotti, nonché con riferimento alle incidenze rilevate in tale settore economico.

Non si era, peraltro, proceduto ad alcuna modifica dell’offerta: l’entità originaria dell’offerta economica era rimasta sostanzialmente invariata, così come il ribasso offerto sul prezzo posto a base di gara.

I giudici hanno confermano che “in sede di verifica dell’anomalia, è consentita la modifica delle giustificazioni delle singole voci di costo, rispetto alle giustificazioni già fornite, come pure l’aggiustamento delle singole voci di costo per sopravvenienze di fatto o normative ovvero al fine di porre rimedio a originari e comprovati errori di calcolo, sempre che resti ferma l’entità dell’offerta economica in ossequio alla regola della immodificabilità dell’offerta stessa” (da ultimo, TAR Napoli, sez. I, n. 1166 del 2023).

Nel caso di specie, l’indicazione abnorme e sproporzionata degli oneri aziendali da parte della controinteressata aveva indotto l’amministrazione, in omaggio ai principi di buona fede e leale collaborazione (art. 1, comma 2 bis, l. 241 del 1990 e, in via interpretativa, art. 5 d.lgs. n. 36 del 2023), che devono ispirare tutta la gara pubblica, oltre che la fase esecutiva del contratto, di chiarire tale dato e di correggerlo, fermo restando l’immodificabilità dell’offerta economica e del relativo ribasso offerto.

Ne è conseguito, pertanto, che l’amministrazione, con valutazione non censurabile, aveva ritenuto congrua e attendibile l’offerta economica formulata dall’aggiudicataria all’esito delle giustificazioni fornite.

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