Conto del personale: dipendenti degli enti locali ancora a picco

Su Il Sole 24 Ore del 17.5.2024, Gianni Trovati con la consueta sagacia espone un focus sui dati del Conto del personale, dal quale si evince un limitatissimo incremento del numero dei dipendenti pubblici (poco più di 37.000), ma limitato al mondo della scuola, mentre invece nel comparto Funzioni Locali prosegue senza sosta la riduzione degli organici.

Nemmeno il Pnnr ha impedito il saldo negativo di 3.764 cessazioni, il nuovo minimo assoluto di 488.118 dipendenti e la riduzione dello 0,8% rispetto all’anno prima. I pochi effetti del Pnrr si sono visti solo nelle amministrazioni centrali.

Ormai tutti si accorgono che le riforme normative relative ai concorsi di questi anni (come anche il “rilancio” di una contrattazione collettiva comunque insufficiente) sono poco più di propaganda.

La digitalizzazione dei concorsi consente sicuramente di abbreviare i tempi. La cui lunghezza, comunque, ha sempre interessato per lo più enti di grandi estensioni territoriali (ministeri, regioni, enti nazionali) e con grandi numeri di personale (comuni capoluogo come Roma o Milano), ma molto meno la gran parte dei comuni italiani, di piccole dimensioni e inevitabilmente in grado di assumere per poche unità alla volta, senza certamente ricevere oceani di candidature.

Pertanto, per la gran parte degli enti locali il nuovo sistema dei concorsi ha inciso minimamente, se non per nulla, sui tempi, ma solo su una maggiore (benvenuta) efficienza operativa.

Ma, se l’obiettivo delle riforme consisteva anche nel rendere “più attrattivo” il lavoro pubblico, e ancora tornare a far salire gli organici e renderli più giovani, esso è totalmente fallito.

Le ragioni sono evidenti. Il “rilancio” della contrattazione nazionale è solo presunto. Ci si dimentica che i Ccnl sono puntuali nel loro ritardo. In questi giorni si sta dando enfasi all’avvio a breve del rinnovo del Ccnl Funzioni Locali, senza ricordare che, però, esso riguarda i triennio 2022-2024: le trattative, quindi, partono a triennio ormai in scadenza e il Ccnl arriverà a triennio scaduto.

Per quanto vi sia il recupero degli arretrati, la cosa non è secondaria. Gli arretrati si calcolano in base a previsioni di spesa effettuate su una prospettiva economica del 2022, diversa, molto diversa, da quella di due o tre anni dopo, anche a causa dell’inflazione che rosicchia il valore reale dei salari prima ancora che il Ccnl sia rinnovato: inevitabilmente gli arretrati sono un minor reddito disponibile.

In ogni caso, come hanno sottolineato i sindacati a seguito dell’approvazione dell’atto di indirizzo del comitato di settore Funzioni Locali, gli incrementi previsti ammontano al 57% del risicatissimo “monte salari” a fronte di un’inflazione che nel triennio ha raggiunto il 16% e un indice Ipca del 14,2%.

In questa situazione, pensare di rendere “attrattivo” davvero il lavoro pubblico, e in particolare quello negli enti locali, è pura e sola velleità: un meritevole tentativo comunicazionale, che però le persone avvedute comprendono piuttosto facilmente.

Stesso flop coinvolge il tentativo di tornare ad incrementare gli organici (in particolare quelli locali, tra i più penalizzati dalla cura dimagrante degli anni scorsi, che ci si accorge solo ora ha comportato sconquassi non rimediabili con lo schiocco delle dita).

Come evidenzia il Trovati, mediamente negli ultimi anni hanno cessato dal servizio circa 170.000 dipendenti pubblici. Il Ministri della Funzione Pubblica sin qui succeduti si sono gloriati di aver attivato assunzioni per circa 150.000 dipendenti l’anno.

I conti, allora, sono presto fatti: il numero pur elevato di assunzioni di fatto copre, talvolta un po’ meno, talvolta un po’ più, il semplice turn over. L’effetto di “rilancio” degli organici proprio non si vede.

Anche perchè, se le risorse da spendere restano limitate – comprensibilmente, vista la situazione di una spesa pubblica schiacciata da debito pubblico e peso delle pensioni – e anzi scendono in rapporto al Pil, l’effetto di incremento del personale pubblico risulta impossibile.

Ma, chi scrive queste valutazioni le propone da anni, senza dover aspettare i dati del Conto annuale…

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