Del rendiconto e dell’utile (o della perdita) di esercizio

In sede di rendiconto ci si ricorda che nella contabilità degli enti locali esiste anche la dimensione economico-patrimoniale.

Gli enti con popolazione superiore ai 5.000 abitanti devono infatti predisporre, oltre al conto del bilancio (che espone le risultanze della contabilità finanziaria), anche il conto economico e lo stato patrimoniale (nei quali trovano evidenza le risultanze dell’altra contabilità, quella prevista “a fini conoscitivi” ed “affiancata” a quella principale).

Sotto i 5.000 abitanti, tenere la contabilità economico-patrimoniale è facoltativo, al netto della necessità di approvare comunque una situazione patrimoniale semplificata.

Come nel conto del bilancio (dove si guarda il risultato di amministrazione), anche sul lato economico-patrimoniale esiste un indicatore sintetico, che è rappresentato dal risultato economico dell’esercizio, che emerge dal conto economico e viene riportato nello stato patrimoniale.

I due indicatori (risultato di amministrazione e risultato economico) possono avere e spesso hanno dimensione e segno diverso, riflettendo logiche contabili diverse.

Come spiega bene Andrea Biekar nell’articolo “Contabilità economico-patrimoniale, dall’analisi delle cause delle perdite la chance del riequilibrio”, sono molti i fattori che possono spiegare le differenze, dagli ammortamenti all’applicazione dell’avanzo in spesa corrente, dalla svalutazione delle partecipazioni al riconoscimento di debiti fuori bilancio.

Giustamente evidenzia Biekar: “la perdita di esercizio (…) molto spesso è fisiologica”. Da qui la domanda nasce spontanea: cui prodest?

Che senso ha imporre la tenuta parallela di due sistemi contabili diversi (di cui uno conoscitivo) e fra di loro strutturalmente incompatibili e per di più pretendere poi spiegazioni sul perché i dati dell’una e dell’altra differiscano?

Senza entrare nuovamente nel dibattito su quale sia il sistema migliore per le pubbliche amministrazioni, pare evidente la necessità di sposare o l’uno o l’altro. Che si la vecchia finanziaria o la nuova e fiammante accrual, fateci tenere i conti in un modo solo.

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