E’ la centrale di committenza a risarcire il danno in caso di esclusione illegittima

Quando un comune abbia delegato ad una centrale di committenza lo svolgimento della procedura di gara e nasca l’obbligo di provvedere al risarcimento del danno a seguito di una illegittima esclusione di un concorrente, a chi compete provvedere?

Una recente sentenza fornisce riscontro a tale domanda, individuando il soggetto obbligato nella Centrale di committenza. Così si è espresso il Consiglio di Stato nella sentenza n. 2544 del 15 marzo 2024.

Il caso esaminato 

Un operatore economico aveva acquistato il ramo di azienda concernente la ristorazione di altra ditta. Quest’ultima era risultata aggiudicataria della procedura aperta, bandita dal Comune per l’affidamento in concessione del servizio di ristorazione scolastica bio e servizi correlati. A seguito dell’esclusione successiva al controllo dei requisiti, l’aggiudicazione era stata revocata.

In accoglimento del ricorso proposto avverso detta revoca il Consiglio di Stato, aveva condannato la “stazione appaltante” alla rifusione del danno.

Gli scritti difensivi versati agli atti si soffermavano sull’individuazione del soggetto passivo dell’obbligazione, ciascuno addossando all’altro la responsabilità del danno e, dunque, l’obbligo di liquidare.

Il Comune affermava che se un errore nella procedura c’era stato, questo era del Consorzio; quest’ultimo invece sosteneva che la Centrale di committenza opera in nome e per conto di Amministrazioni che non vogliono o non possono procedere ad esperimenti di gare, ma gli effetti di queste procedure si hanno in capo alle Amministrazioni che commissionano lo svolgimento della procedura competitiva alla Centrale di Committenza e dunque sono loro le vere Stazioni appaltanti.

Le osservazioni svolte dal giudice

I giudici hanno sottolineato che la centrale di committenza che svolge esclusivamente attività di centralizzazione delle procedure di affidamento per conto di altre amministrazioni aggiudicatrici o enti aggiudicatori è tenuta al rispetto delle disposizioni di cui al Codice dei contratti pubblici e ne è direttamente responsabile.

Grava, quindi, sulla Centrale di committenza l’onere del rispetto dei principi e delle regole introdotte dal Codice dei contratti pubblici, con la conseguenza che l’errore sull’esclusione di un operatore economico dalla gara o sulla aggiudicazione della procedura non può che gravare sulla stessa Centrale. La disposizione riprende il Considerando n. 69 della direttiva n. 24 del 2014, secondo cui “Occorre inoltre stabilire regole per ripartire tra la Centrale di committenza e le amministrazioni aggiudicatrici che ad essa fanno direttamente o indirettamente ricorso la responsabilità di vigilare sull’osservanza degli obblighi derivanti dalla presente direttiva. Nel caso in cui la responsabilità esclusiva per lo svolgimento delle procedure di appalto competa alla Centrale di committenza, la stessa è anche esclusivamente e direttamente responsabile della legittimità delle procedure. Se un’amministrazione aggiudicatrice gestisce alcune parti della procedura, ad esempio la riapertura della gara nell’ambito di un accordo quadro o l’aggiudicazione dei singoli appalti basata su un sistema dinamico di acquisizione, la stessa amministrazione dovrebbe continuare ad essere responsabile per le fasi che gestisce.”

Nel caso all’esame del Collegio non era dubbio che la procedura di gara era stata svolta dal Consorzio, che aveva proceduto anche alla revoca dell’aggiudicazione, e che, quindi, era responsabile della stessa.

L’onere risarcitorio non poteva, quindi, che gravare sul Consorzio (fatti salvi i successivi rapporti con il Comune che dell’attività del Consorzio aveva beneficiato).

Secondo i giudici non assumeva rilievo decisivo l’uso da parte della sentenza da ottemperare della generica locuzione “stazione appaltante”, che secondo il Consorzio sarebbe stato indicativo dell’intento di individuare nel Comune il soggetto passivo dell’obbligo risarcitorio.

A parere dei giudici l’ampiezza della definizione di “stazione appaltante”, che ricomprende la nozione di “amministrazioni aggiudicatrici”, ben si presta a includere nel richiamo anche le centrali di committenza.

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