Esecuzione d’urgenza come metodo ordinario per assicurare tempestività?

L’esecuzione in ordinata in via d’urgenza non può essere una soluzione al problema della tempestività degli affidamenti.

La ragione di questa ovvia affermazione appare evidentissima: l’urgenza è una situazione straordinaria ed eccezionale e non può di certo divenire regola ordinaria.

Per altro, in ogni caso la consegna in via d’urgenza e la realizzazione delle prestazioni da parte dell’operatore economico senza contratto espongono l’esecutore comunque al rischio, anche minimo, di problemi connessi alla sottoscrizione e soprattutto alla mancata sottoscrizione.

La circostanza che in assenza di aggiudicazione un qualche soggetto finanziatore non riconosca all’ente appaltante le risorse previste (elemento che induce molti interpreti ed operatori a spingere sulla consegna d’urgenza come sistema ordinario) non rileva: comunque l’operatore economico avrebbe diritto al pagamento. Ma, è chiaro che dovrebbe attivare contenziosi, spese ed impiegare ancora maggiore tempo di quello che un’imprudente consegna d’urgenza si sarebbe immaginato avrebbe consentito di risparmiare.

La soluzione dell’urgenza come sistematica è ontologicamente sbagliata. Passa necessariamente attraverso l’idea (in una prospettiva solo de jure condendo, perchè la normativa non lo consente) che il contratto consegua direttamente all’aggiudicazione, senza attendere i controlli.

Si tratta di una soluzione sostanzialmente inutile. Pensare di giungere alla sottoscrizione del contratto sulla base delle sole dichiarazioni rese in sede di gara, per poi, in corso di esecuzione accorgersi con verifiche ex post dell’assenza dei requisiti dichiarati, è profondamente disfunzionale e scorretto.

Disfunzionale, perchè comunque si lascia una pesantissima alea alla prosecuzione non contenziosa del rapporto, in nulla diversa da quella connessa alla consegna in via d’urgenza.

Scorretto, perchè si permetterebbe ad operatori economici con pochi scrupoli di dichiara qualsiasi cosa nella sicurezza di poter ottenere, ad esempio, anticipazioni dei pagamenti e poi lasciare lì il cantiere e la PA senza esecuzione: tutto il contrario del rispetto dei principi di risultato, fiducia, efficienza.

In ogni caso, appare in tutto rispondente all’interesse comune che la PA faccia ogni passo per assicurarsi di erogare risorse pubbliche, di tutti, ad operatori economici corretti e davvero in possesso dei requisiti soggettivi ed oggettivi che gli permettano di essere un valido interlocutore per la PA.

Comunque, il codice vigente prevede che l’aggiudicazione, immediatamente efficace, segua i controlli, che quindi ne sono presupposto necessario. Ogni discorso, dunque, è chiuso, in vigenza delle previsioni normative attuali. stabilite dal d.lgs 36/2023.

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