Finalmente anche il Mit se ne accorge: niente regolamento per gli incentivi funzioni tecniche

Finalmente, anche al Mit si sono accorti che il d.lgs 36/2023 ha eliminato il regolamento come fonte della disciplina dell’erogazione degli incentivi.

Il parere 26/02/2024, n. 2393 torna sulla questione e indica che il Ministero ha deciso di intraprendere la strada interpretativa corretta: “l’art. 45 del D.Lgs. n. 36/2023 non prevede più l’adozione di un apposito regolamento per la determinazione dei criteri di riparto degli incentivi. La semplificazione procedurale introdotta è volta a consentire alle amministrazioni di organizzarsi nel modo più efficiente”.

Non era difficile avvedersene prima e per tempo. Ed è stato davvero male che si sia lasciato adito ad un dibattito francamente totalmente assurdo, basato sul nulla, vista la chiarezza estrema di una riforma volta ad eliminare il regolamento, introdotto nel 1998 quando ancora non era pieno il regime della contrattualizzazione del rapporto di lavoro, e per troppi anni reiterato dalla pigrizia di chi ha scritto e riscritto le tante, troppe, versioni dei vari codici dei contratti.

Aggiunge il parere: “Sul punto è chiara la relazione al Codice che, nel commentare l’art. 1, co. 4, lett. b), specifica che “il risultato rappresenta anche il criterio per l’attribuzione e la ripartizione degli incentivi economici, rimandando alla naturale sede della contrattazione collettiva per la concreta individuazione delle modalità operative.

Quindi, alla domanda posta dall’ente evidentemente ancora dubbioso ed affascinato dall’idea del regolamento, se sia ancora necessario, appunto, il regolamento, ecco la risposta per una volta chiara, secca  e precisa: La risposta è negativa; tuttavia, resta ferma l’esigenza di adottare un atto di tipo generale, nel rispetto delle modalità definite dalla contrattazione collettiva. Relativamente alla domanda n. 2 la risposta è affermativa”.

V’è, comunque, in questa risposta l’evidenza che è stata fornita “a denti stretti”, constatando amaramente che il regolamento no, non c’è più, non serve più. Tanto è vero che si richiama l’esoterico “atto di tipo generale”, nelle imprecisabili “modalità definite dalla contrattazione collettiva”.

Caro Mit: il regolamento non c’è più e l’unico atto “generale” residuo è il contratto collettivo decentrato. Punto.

Comunque, sono mesi che chi scrive sostiene che il nuovo codice ha, correttamente, eliminato l’inutile doppione del regolamento; inizialmente in bella solitudine, poi, finalmente, con la presa di consapevolezza (tardiva) anche delle “autorità preposte”.

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