Il differimento del termine di approvazione dei bilanci non impedisce le assunzioni.

Lo ripeteremo fino alla noia: il Piao può e deve essere approvato in via provvisoria e per stralci.

La programmazione del personale, di per sè, non ha necessità alcuna che venga connessa al bilancio, visto che esistono i dodicesimi. Ovviamente, assumere in esercizio provvisorio è tutt’altro che semplice, ma non è per nulla impossibile, nè vietato.

Vi è un rilevante orientamento interpretativo, invece, incline a ritenere che le previsioni contenute nell’articolo 9, comma 1-quinquies, del d.l. 113/2016, unite all’assenza dell’adozione del Piao e, dunque, del programma dei fabbisogni, vietino le assunzioni.

Il programma dei fabbisogni, come sintetizzato sopra, può perfettamente essere approvato nell’ambito di uno specifico stralcio di un Piao provvisorio.

In quanto all’articolo 9, comma 1-quinquies, del d.l. 113/2016, il primo periodo della norma dispone: “In caso di mancato rispetto dei termini  previsti  per l’approvazione dei  bilanci  di  previsione,  dei  rendiconti  e  del bilancio consolidato, nonche’ di mancato invio, entro  trenta  giorni dal termine previsto per l’approvazione, dei relativi dati alla banca dati delle amministrazioni pubbliche di  cui  all’articolo  13  della legge 31 dicembre 2009, n. 196, compresi i dati  aggregati  per  voce del piano dei conti integrato, gli enti territoriali, ferma  restando per gli enti locali che non rispettano i termini  per  l’approvazione dei bilanci di previsione e  dei  rendiconti  la  procedura  prevista dall’articolo 141 del testo unico di cui al  decreto  legislativo  18 agosto 2000, n. 267, non possono procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo,  con  qualsivoglia  tipologia  contrattuale,  ivi compresi i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e  di somministrazione,   anche   con   riferimento    ai    processi    di stabilizzazione in atto, fino a  quando  non  abbiano  adempiuto.  E’ fatto  altresi’  divieto  di  stipulare  contratti  di  servizio  con soggetti privati che si configurino come elusivi  della  disposizione del precedente periodo”.

Il divieto di assumere scatta se non sono rispettati i termini per approvare i bilanci. Ma, il termine per approvare i bilanci è, ora, al 15 settembre.

Quindi, gli enti locali che fino al 15 settembre non abbiano ancora approvato il documento contabile principale non sono fuori termine, non hanno mancato il rispetto della scadenza.

La conseguenza è che nei loro confronti non scatta per nulla il divieto di assumere personale a qualsiasi titolo.

Lo ha anche chiarito la Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per la Campania, deliberazione 15 giugno 2018, n. 80: “La normativa in esame deve essere letto in considerazione della sua portata “sanzionatoria” (“il comma 1-octies dell’art. 9 utilizza espressamente il termine “sanzione”). In particolare, il comma 1-quinquies stabilisce il divieto per gli enti territoriali di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e di somministrazione, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto, fino al rispetto dei predetti adempimenti, in caso di mancato rispetto dei termini previsti per:

– l’approvazione del bilancio di previsione, ordinariamente fissato al 31 dicembre di ogni anno, ai sensi dell’articolo 151, comma 1, del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al D.Lgs. n. 267/2000, o entro i termini previsti in caso di autorizzazione dell’esercizio provvisorio”.

Il rinvio dei termini al 15 dicembre (e alle precedenti date) è applicazione della norma che di legge che consente tale rinvio, autorizzando anche l’esercizio provvisorio.

Tale norma, lo ricordiamo, è l’articolo 151, comma 1, del d.lgs 267/2000: “Gli enti locali ispirano la propria gestione al principio della programmazione. A tal fine presentano il Documento unico di programmazione entro il 31 luglio di ogni anno e deliberano il bilancio di previsione finanziario entro il 31 dicembre, riferiti ad un orizzonte temporale almeno triennale. Le previsioni del bilancio sono elaborate sulla base delle linee strategiche contenute nel documento unico di programmazione, osservando i principi contabili generali ed applicati allegati al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, e successive modificazioni. I termini possono essere differiti con decreto del Ministro dell’interno, d’intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, in presenza di motivate esigenze”.

Il DECRETO 28 luglio 2023 Differimento al 15 settembre 2023 del termine per la deliberazione del bilancio di previsione 2023/2025 da parte degli enti locali. (23A04440) (GU Serie Generale n.177 del 31-07-2023), dispone:

  1. Il termine per  la  deliberazione  del  bilancio  di  previsione riferito  al  triennio  2023/2025  da  parte  degli  enti  locali  e’ differito al 15 settembre 2023. 
  1. Ai sensi dell’art. 163, comma 3, del  Testo  unico  delle  leggi sull’ordinamento degli enti locali, approvato con decreto legislativo 18  agosto  2000,  n.  267,  e’  autorizzato  per  gli  enti   locali l’esercizio provvisorio del bilancio, sino alla data di cui al  comma 1.

Forse, con gli allarmismi non è il caso di continuare.

Poi, che sia opportuno approvare i bilanci il più presto possibile senza lasciarsi prendere dal circolo vizioso dei rinvii, non si può che concordare.

Autore

Views: 309

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *