Le indicazioni equivoche dell’Aran sull’ultrattività dei contratti decentrati

Col parere 721/2024, l’Aran si avventura nel problema dell’ultrattività, proponendo una soluzione che però appare abbastanza sommaria e non appagante.

La vicenda di cui si occupa il parere Aran 721/2024 è meglio percepibile se si prova a confrontare graficamente quel che è successo:

Dentrato ultimo antecedente il Ccnl 16.11.2022Decentrato successivo al Ccnl 16.11.2022
Indennità per specifiche responsabilità: l’ente nel decentrato NON HA indicato espressamente che il personale degli uffici demografici sarebbe risultato percettore, perchè previsto espressamente dal Ccnl 21.5.2018:
L’ente ha insistito nel non includere espressamente il personale degli uffici demografici come percettore dell’indennità per specifiche responsabilità. Ma, nel nuovo Ccnl, l’elencazione dei possibili destinatari è solo esemplificativa

La laconica risposta dell’Aran al quesito posto dal comune circa la possibilità di applicare anche a seguito del nuovo decentrato le previsioni del penultimo contratto decentrato è la seguente: “il c.d. “principio di ultrattività” dei contratti collettivi integrativi, può riguardare soltanto clausole i cui contenuti non contrastino con nuove previsioni contrattuali”.

Si tratta di un parere palesemente parziale e in parte fuorviante, chiaramente condizionato da un’analisi non del tutto approfondita.

E’ di tutta evidenza che possono considerarsi ultrattive, cioè ulteriormente applicabili anche in assenza di nuovi successivi contratti decentrati, le clausole di decentrati risalenti, a condizione che non si trovino in contrasto con disposizioni di un Ccnl successivo.

Sempre per maggiore chiarezza: si ponga che nel 2021 un ente abbia sottoscritto il decentrato; poi, nel 2022 non lo abbia sottoscritto: in questo caso, si applica l’ultrattività del decentrato 2021; nel 2023 si applica il nuovo Ccnl e si scopre che il decentrato 2021 contiene una o più clausole con esso contrastanti: quelle clausole non possono essere applicate, per il principio di gerarchia posto dall’articolo 40, comma 5-ter, del d.lgs 165/2001, ai sensi del quale i contratti decentrati non possono contenere clausole in violazione coi vincoli e limiti previsti dalla contrattazione nazionale collettiva (e anche in contrasto con la legge).

Ma, il caso di specie non andava trattato sulla semplice analisi della successione nel tempo dei Ccnl.

Manca, infatti, nel parere dell’Aran, l’approfondimento fondamentale: l’ultrattività può innescarsi solo se manchi un contratto decentrato. E’ solo se, per qualsiasi causa, un ente nell’anno di riferimento non sottoscriva un contratto decentrato annuale, che si applicano le regole del decentrato precedente.

Ovviamente, allora, se nell’anno di riferimento l’ente abbia adottato un nuovo decentrato, l’ultrattività non può più produrre alcun effetto. Infatti, l’ente col nuovo decentrato sostituisce il precedente (al limite, il nuovo può richiamare clausole del precedente, che, in assenza di detto richiamo, restano prive di efficacia). Pertanto il penultimo decentrato perde comunque qualsiasi efficacia, a prescindere dalla circostanza che medio tempore sia sottoscritto un nuovo Ccnl.

L’impossibilità dell’ultrattività, nel caso di specie, quindi, non è cagionata dal contrasto tra precedente decentrato che e nuovo Ccnl 16.11.2022, bensì dall’adozione nel 2023 di un nuovo decentrato, comportante la privazione di efficacia del precedente.

Poichè il nuovo decentrato non ha incluso il personale degli uffici demografici tra i possibili beneficiari dell’indennità per specifiche responsabilità, non c’è alcun modo per rimediare a tale mancanza, che non può che essere interpretata come volontà delle parti negoziali, almeno per quell’anno di riferimento, di non attribuire a detto personale l’indennità prevista dall’articolo 84 del Ccnl 16.11.2022.

Il comune, avvedutosi della lacuna, non può far altro se non sottoscrivere un nuovo contratto decentrato, col quale disporre espressamente che al personale spetti la nuova indennità.

Tuttavia, occorre un’ulteriore precisazione. L’articolo 70-quinquies, comma 2, lettera a), del Ccnl 21.5.2018 non è vero che dispone l’automatica spettanza dell’indennità per specifiche responsabilità al personale degli uffici demografici. Infatti, la norma prevede espressamente la necessità di attribuire un incarico formale ai dipendenti con qualifica di ufficiale di stato civile ed ufficiale elettorale.

Pertanto, condizione per percepire l’indennità è il provvedimento formale, in assenza del quale, anche se il Ccnl prevedeva in astratto la possibilità della sua percezione, essa non poteva spettare.

L’articolo 84, comma 1, del Ccnl 16.11.2022, dispone: “Per compensare l’esercizio di un ruolo che, in base all’organizzazione degli enti, comporta l’espletamento di compiti di specifiche responsabilità, attribuite con atto formale”. E poi elenca, tra le possibili specifiche responsabilità, quelle “derivanti dall’esercizio di compiti legati alle qualifiche di Ufficiale di stato civile ed anagrafe ed Ufficiale elettorale”.

A ben vedere, allora, tra il Ccnl 21.5.2018 e il Ccnl 16.11.2022 non cambia nulla. Entrambi hanno previsto solo in astratto l’attribuzione dell’indennità per specifiche responsabilità al personale degli uffici demografici. Detta indennità dipende comunque da due elementi:

  1. la destinazione, da parte della contrattazione decentrata integrativa, di risorse sufficienti a compensare, tra le altre, le specifiche responsabilità attribuibili al personale degli uffici demografici;
  2. la concreta attribuzione, con atto formale, della responsabilità, mediante atto datoriale, che se completato dall’indicazione secondo la quale in conseguenza dell’incarico spetti l’indennità, anche quantificandola, costituisce in capo ai lavoratori interessati il diritto a percepire comunque l’indennità.

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