Le piccole opere cambiano di nuovo regime contabile

Sono nate come misure finanziate sul bilancio statale. Successivamente sono diventate “progetti in essere” del Pnrr. Adesso ritornano all’origine, ma mantengono almeno parzialmente il regime speciale che avevano acquisito.

Si tratta delle c.d. piccole opere, ossia quelle finanziate dall’articolo 1, comma 29, della l 160/2019.  Il D.L. 19/2024 le ha interamente stralciate dal Pnrr e riportate sulle risorse nazionali, ridefinendo anche la relativa disciplina.  Entro il 30 aprile 2024, i comuni che non l’hanno già fatto devono inserire nel sistema i Codici Unici di Progetto (CUP) per ciascuna annualità dal 2020 al 2024, a pena di revoca del contributo.

I termini da rispettare per le piccole opere sono due:

1) il 15 settembre di ciascun anno di riferimento del contributo, per l’aggiudicazione dei lavori e non più per l’inizio dell’esecuzione (solo per l’annualità 2021 il termine è stato prorogato al 31 dicembre);

2) il 31 dicembre 2025 è il termine unico di fine lavori per tutte le annualità dal 2020 al 2024, a pena di revoca del contributo.

Semplificate le modalità di monitoraggio e rendicontazione, che comunque continua a transitare dal sistema informativo ReGiS. I comuni beneficiari, tuttavia, sono adesso tenuti alla presentazione di un unico rendiconto di progetto/spesa finale entro sei mesi dal collaudo/regolare esecuzione degli interventi.

L’obiettivo è garantire di continuare e se possibile accelerare le erogazioni dei contributi, consentendo agli attuatori di far fronte agli impegni contrattuali assunti. Le verifiche, in particolare, non terranno conto di quanto precedentemente richiesto dalla normativa attuativa del PNRR (es. presenza logo Next Generation EU su documentazione di gara e di spesa, DNSH, principi trasversali, etc.) e pertanto dovrà essere verificata la sola compilazione delle seguenti sezioni: anagrafica progetto (sotto sezione anagrafica progetto); gestione spese (sotto sezioni impegno, pagamenti a costi reali, giustificativi spesa); cronoprogramma/costi (sotto sezioni iter di progetto, piano dei costi, quadro economico); gestione fonti (sotto sezioni finanziamenti, economie); procedure di aggiudicazione (sotto sezioni lista dei codici identificativi di gara associati al codice unico di progetto, procedura di aggiudicazione – con particolare attenzione alla valorizzazione del campo “data aggiudicazione” in corrispondenza del cig lavori, perfezionato entro i termini previsti dalla norma).

Al contempo, potranno essere considerate positive le verifiche dei progetti anche in mancanza dei seguenti documenti: attestazione rispetto obblighi Pnrr; check list verifica affidamento; attestazione verifiche affidamento; check list verifica ammissibilità spesa; attestazione conclusione intervento; attestazioni obbligatorie specifiche per il Pnrr (DNSH, assenza di conflitti di interesse, doppio finanziamento). Ai fini di un esito positivo del controllo di progetto, le Prefetture, oltre alle verifiche delle citate sezioni/sotto-sezioni, dovranno verificare la presenza dell’attestazione di rendiconto.

Il primo 50% dell’importo è assegnato previa verifica dell’avvenuta aggiudicazione dei lavori, attraverso ReGiS; pertanto, i comuni devono registrare nella sezione “Procedure di aggiudicazione” il CIG lavori associandolo a quello recuperato dal Sistema SIMOG dell’ANAC o altre piattaforme certificate. Per ottenere il restante 50%, occorre caricare nella sezione di ReGiS “Cronoprogramma/Costi – Iter di progetto”, fase n.00314-Collaudo, il certificato di collaudo/regolare esecuzione (non è sufficiente averlo inserito in altre sezioni di ReGiS). 

Ai fini dell’ottenimento del pagamento, il soggetto attuatore non è tenuto a caricare alcuna documentazione giustificativa di spesa, poiché la sezione “Gestione Spese” viene alimentata automaticamente dal sistema di interscambio con l’Agenzia delle Entrate (SDI), SIOPE+ e PCC, nella misura in cui la fattura riporta correttamente il CUP e il CIG nei campi richiesti.

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