Le riserve nei concorsi pubblici

     La recente sentenza del Tar Calabria Catanzaro, sezione II, del 2 aprile 2024, n. 528 affronta la problematica concernente le categorie delle riserve di posti nei concorsi pubblici, già previste da leggi speciali in favore di particolari categorie di cittadini, che, in applicazione dell’articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica del 9 maggio 1994, n. 487 e successive modifiche ed integrazioni (D.P.R. n. 82/2023), non possono complessivamente superare la metà dei posti messi a concorso.

   Il Consiglio Nazionale delle Ricerche – C.N.R. bandiva un concorso pubblico per titoli ed esami per l’assunzione di n. 1 unità di personale con profilo di collaboratore di amministrazione – VII livello professionale –interamente riservato ai soggetti appartenenti alle categorie protette di cui all’art. 18 legge n. 68 del 1999 da assegnare all’Istituto di informatica e telematica di Rende.

  Un candidato partecipava al predetto concorso in qualità di appartenente ad una delle categorie riservatarie previste dal ricordato art. 18 legge n. 68 del 1999, e precisamente a quella dei profughi italiani rimpatriati, essendo iscritto nel relativo elenco.

   All’esito dell’espletamento delle prove concorsuali ed alla valutazione dei titoli, il suindicato candidato si classificava primo in graduatoria riportando il punteggio totale di 78/100, ed a seguito dell’approvazione della graduatoria finale veniva nominato vincitore con apposito provvedimento del 4maggio 2023. A seguito della mail con la quale il secondo classificato comunicava di avere dichiarato nella propria domanda di partecipazione al citato concorso di volersi avvalere del beneficio della precedenza nella nomina secondo quanto stabilito dall’art. 1, comma 2, legge n. 407 del 1998 in quanto appartenente alla categoria riservataria degli orfani di caduto per fatto di lavoro, e dopo avere esperito in fase di istruttoria i necessari controlli, con successivo provvedimento del 10 maggio 2023 il C.N.R. annullava in autotutela ex art. 21-nonies legge n. 241 del 1990 l’atto con cui aveva sancito l’assunzione del suindicato candidato e disponeva l’assunzione del citato candidato, riconoscendogli la titolarità di un diritto di precedenza nella nomina.

   Successivamente alla proposizione di una diffida e di una istanza di accesso agli atti, il suindicato candidato primo classificato in graduatoria impugnava il provvedimento del 10 maggio 2023 chiedendo l’annullamento dello stesso nonché la declaratoria dell’obbligo di disporre l’assunzione in proprio favore.

    In particolare, il ricorrente deduceva la violazione delle leggi n. 68 del 1999 e n. 407 del 1998 nonché della lex specialis del concorso, ed un eccesso di potere per sviamento, errata valutazione dei presupposti, travisamento dei fatti, contraddittorietà ed illogicità manifesta, ritenendo che l’art. 18, comma 2, legge n. 68 del 1999 non porrebbe disposizioni in merito ai concorsi in quanto non richiama il precedente art. 16, relativo alla partecipazione ai pubblici concorsi, peraltro riferito ai soli disabili.

     In relazione all’applicazione della quota obbligatoria di assunzione legge n.68/1999 a favore dei soggetti disabili, l’art. 5 del  d.P.R. 9 maggio 1994 n. 487 dispone che, qualora tra i concorrenti dichiarati idonei nella graduatoria di merito ve ne siano alcuni che appartengono a più categorie che danno titolo a differenti riserve di posti, si tiene conto prima del titolo che dà diritto ad una maggiore riserva individuandosi a tal fine come prima la riserva di posti a favore di coloro che appartengono alle categorie di cui alla legge 12 marzo 1999, n. 68.

   Il Tar Calabria Catanzaro, sezione II, con la citata sentenza 2 aprile 2024, n. 528 innanzitutto riporta l’elenco delle riserve esistenti:

 – L’articolo 18, comma 2, della legge 68/1999 ha previsto una quota di riserva in favore di alcuni soggetti, che indica in coloro che risultano essere gli orfani e i coniugi superstiti dei deceduti per causa di lavoro, guerra o servizio, i coniugi e i figli di soggetti riconosciuti grandi invalidi per le stesse cause, i profughi italiani rimpatriati;

–  l’articolo 1, comma 2, della legge 407/1998 ha introdotto anche la categoria dei soggetti che risultano essere vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, che godono del diritto al collocamento obbligatorio con precedenza rispetto a ogni altra categoria e con preferenza a parità di titoli; per questi soggetti, inoltre, la legge 25/2011 ha previsto la possibilità di superare la quota di riserva indicata dal precitato articolo 18, comma 2, legge 68/1999;
–  l’articolo 3, comma 123, della legge 244/2007 ha espressamente esteso agli orfani ovvero al coniuge superstite di soggetti deceduti per fatto di lavoro le disposizioni relative al collocamento obbligatorio previsto per le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, per effetto della quale gli orfani di coloro che risultano deceduti per fatto di lavoro godono della quota di riserva attribuita dall’articolo 18, comma 2, legge 68/1999,e godono, altresì, del diritto al collocamento obbligatorio con precedenza rispetto a ogni altra categoria e con preferenza a parità di titoli.

     Premesse queste norme, è stato stabilito che la categoria degli orfani di soggetto deceduto per causa di lavoro gode di un particolare status giuridico ai fini dell’assunzione, beneficiando non solo della riserva attribuita dall’articolo 18, comma 2, della legge 68/1999, ma anche – e soprattutto – del diritto di precedenza rispetto a ogni altra categoria e del diritto di preferenza a parità di titoli, attribuiti dal combinato disposto degli articoli 1, comma 2, della legge 407/1998 e 3, comma 123, della legge 244/2007, che estende a questi orfani i particolari benefici sanciti in favore delle vittime del terrorismo e della mafia.

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