Lex specialis: sempre da prediligere l’interpretazione letterale

Nei casi dubbi, va sempre privilegiata l’interpretazione letterale complessiva della lex specialis di gara. Non possono, invece, essere mai fornite interpretazioni che assegnino alla legge di gara significati creativi ed inespressi e, in ogni caso, va sempre privilegiata una interpretazione favorevole alla massima partecipazione degli operatori economici.

A ricordarlo è il Consiglio di Stato sez. V, nella sentenza 21 marzo 2024 n. 2787.

Il caso controverso

Nel caso esaminato, un Comune indiceva una procedura aperta per l’affidamento del servizio di trasporto scolastico da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

La seconda classificata denunciava l’irregolarità dell’offerta tecnica presentata in gara dall’aggiudicataria e chiedeva agli organi inquirenti che si accertassero le condotte penalmente rilevanti in relazione ai fatti denunciati.

Secondo la ditta seconda classificata i mezzi offerti dall’aggiudicataria non erano nella sua effettiva disponibilità alla data di avvio presunto del servizio ed anzi, in evidente sviamento, la stazione appaltante aveva differito l’inizio del contratto in modo da consentir all’aggiudicataria di reperire gli autoveicoli.

Secondo la ricorrente, i mezzi offerti, oltre che non in possesso dell’aggiudicataria, erano inidonei all’espletamento del servizio, in ragione del differente tipo di configurazione dei posti a sedere previsti per il trasporto degli alunni delle scuole dell’infanzia e della scuola elementare, e di quelli della scuola di secondo grado.

Il Tribunale amministrativo regionale adito respingeva il ricorso e i motivi aggiunti, ritenendo che le censure prospettate dalla ricorrente si basassero su una lettura errata dei documenti di gara, in quanto la lex specialis non prevedeva il 1 gennaio 2023 come termine perentorio per l’avvio del servizio e, quindi, come parametro di riferimento per valutare l’adempimento dell’obbligo dell’aggiudicatario di comprovare il possesso dei mezzi necessari all’esecuzione.

Secondo il Collegio di primo grado, non sussisteva alcun obbligo da parte dei concorrenti di dimostrare l’effettiva disponibilità dei mezzi al 1 gennaio 2023, né si poteva ipotizzare alcun eccesso di potere nell’azione del Comune che, al fine di esaminare le criticità evidenziate dalla ricorrente nell’esposto, aveva ritenuto di differire l’avvio del servizio utilizzando correttamente la proroga – ponte della precedente gestione.

Infine, secondo il Tribunale adito, i mezzi offerti dall’A.T.I. OMISSIS s.r.l. erano perfettamente rispondenti alle previsioni della lex specialis di gara, e la presentazione di un preliminare di acquisto degli automezzi costituiva un mezzo di prova sufficiente della loro disponibilità ai fini dell’aggiudicazione del contratto.

Il pronunciamento di Palazzo Spada

I giudici di seconda istanza hanno sostanzialmente condiviso la decisione del primo giudice, rigettando, a loro volta, il ricorso.

Il Consiglio di Stato ha rammentato il costante orientamento della giurisprudenza amministrativa, secondo la quale, ai fini dell’interpretazione delle clausole di una lex specialis di gara, vanno applicate le norme in materia di contratti e anzitutto il criterio letterale e quello sistematico, ex artt. 1362 e 1363 c.c.

Tali articoli dispongono, rispettivamente:

Art. 1362

Nell’interpretare il contratto si deve indagare quale sia stata la comune intenzione delle parti e non limitarsi al senso letterale delle parole.

Per determinare la comune intenzione delle parti, si deve valutare il loro comportamento complessivo anche posteriore alla conclusione del contratto”.

Art. 1363

“Le clausole del contratto si interpretano le une per mezzo delle altre, attribuendo a ciascuna il senso che risulta dal complesso dell’atto”.

Quanto sopra esposto, proseguono i giudici, esclude che le clausole della legge di gara possano essere assoggettate a un procedimento ermeneutico in funzione integrativa, diretta ad evidenziare in esse pretesi significati impliciti o inespressi, imponendo che la loro interpretazione si fondi sul significato immediatamente evincibile dal tenore letterale delle parole utilizzate e dalla loro connessione, e che, laddove il dato testuale presenti evidenti ambiguità, debba prescegliersi, in forza del principio di favor partecipationis, il significato più favorevole al concorrente (ex multis, Cons. Stato, n. 10491 del 2022; id. n. 8481 del 2022; id. n. 1486 del 2022; id. n. 5781 del 2021; id. n. 2844 del 2021; id. n. 7345 del 2020; id. n. 1322 del 2021; id. n. 1447 del 2018; id. n. 2709 del 2014).

In sostanza, l’indirizzo condiviso ritiene che l’interpretazione della lex specialis soggiace, come per tutti gli atti amministrativi, alle stesse regole stabilite per i contratti dagli artt. 1362 e ss. c.c., tra le quali assume ovviamente carattere preminente quello dell’interpretazione letterale.

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