Polizza fideiussoria sempre da controllare

La polizza fideiussoria da costituire in presenza di un’anticipazione del prezzo d’appalto deve essere opportunamente verificata dal RUP; in caso ciò non avvenga, siamo in presenza di una inosservanza dei doveri di diligenza, prudenza, perizia, posti a salvaguardia dell’interesse pubblico, che i pubblici dipendenti sono tenuti ad osservare.

Il principio è stato espresso dall’ANAC nell’atto del presidente del 10 aprile 2024.

La regola ha certamente una portata generale, applicabile non solo nei casi in cui venga concessa un’anticipazione sul prezzo, ma anche negli altri casi in cui, secondo il Codice dei contratti, è previsto il rilascio di una garanzia a corredo dell’offerta o a tutela della corretta esecuzione dell’appalto.

Il caso affrontato

Nel caso affrontato dall’Authority, a fronte di lavori di miglioramento e adeguamento del sistema irriguo, una stazione appaltante aveva concesso un’anticipazione del prezzo sull’appalto da eseguire, richiedendo, come previsto per legge, il rilascio di una fideiussione a garanzia della somma anticipata.

La vicenda si collocava sotto l’egida del vecchio Codice; la materia è oggi disciplinata dall’art. 125 del D.Lgs. 36/2023.

A seguito di segnalazione pervenuta all’ANAC, questa si pronunciava nel merito.

Le osservazioni dell’ANAC

In sostanza, sottolinea l’Autorità, nel provvedimento che approvava la proposta del Rup di liquidazione dell’anticipazione, nulla veniva detto in merito alle verifiche effettuate prima della proposta di pagamento dell’anticipazione sia in ordine al fatto che la garanzia fosse rilasciata da un soggetto legittimato e sia che la polizza fosse genuina. Si dava solo atto della polizza trasmessa dall’appaltatore e della fattura trasmessa.

Non emergeva dunque che la stazione appaltante, visti anche i tempi ridottissimi per la concessione dell’anticipazione, avesse effettuato verifiche preliminari circa la bontà della polizza fideiussoria a garanzia dell’anticipazione in questione, mancando negligentemente di verificare l’attendibilità della documentazione prodotta dall’appaltatore.

Soltanto nelle controdeduzioni alla richiesta di informazioni – aggiunge l’Autorità -, la stazione appaltante affermava di aver effettuato la verifica dell’iscrizione nel registro IVASS che risultava regolare.

Laddove una’approfondita verifica della genuinità della polizza fosse stata effettuata, avrebbero potuto emergere elementi tali da sollevare sospetti in merito alla veridicità della polizza fideiussoria in questione.

Non era stata interpellata direttamente la compagnia di assicurazione che aveva emesso la polizza, risultata poi contraffatta, cosa che avrebbe potuto far sorgere un campanello di allarme circa la genuinità della polizza.

Pertanto, l’interpello diretto della compagnia di assicurazione che aveva emesso la polizza avrebbe consentito di rilevare la mancanza di veridicità della predetta polizza fideiussoria o quanto meno di far emergere fondati sospetti in merito alla bontà del documento, che avrebbero dovuto indurla ad attivare ogni opportuno riscontro in merito alla veridicità del documento.

La mancata adozione di tutte le opportune cautele nella valutazione delle polizze fideiussorie offerte a garanzia della anticipazione, attraverso il controllo preventivo, anteriore al pagamento dell’anticipazione, che la polizza fideiussoria non sia contraffatta e sia riferibile ad imprese ed intermediari regolarmente autorizzati, rientra tra i doveri di diligenza, prudenza e perizia che i pubblici dipendenti sono tenuti ad osservare, nel caso di specie rimasti inosservati.

L’azione della stazione appaltante era stata dunque permeata da una mancanza di accuratezza, inducendo l’erogazione di un’ingente somma di denaro a titolo di anticipazione, in assenza delle tutele previste dalla legge.

Le conclusioni

Secondo Anac, vi era stata “non adeguatezza delle misure utilizzate dalla stazione appaltante in merito alle omesse verifiche, propedeutiche all’erogazione dell’anticipazione, in ordine alla idoneità della polizza fideiussoria al fine di assicurare l’operatività della garanzia, a causa dell’inosservanza dei doveri di diligenza, prudenza, perizia che i pubblici dipendenti sono tenuti ad osservare, posti a salvaguardia dell’interesse pubblico”.

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