Principio della suddivisione in lotti di una gara: come affrancarsi dal vincolo

Il principio generale della suddivisione in lotti di una gara d’appalto va adattato alle peculiarità del caso di specie ed è, pertanto, suscettibile di deroghe in presenza di giustificati motivi, da indicare nella lex specialis.

E’, infatti, necessario non comprimere eccessivamente la discrezionalità attribuita alle stazioni appaltanti nella predisposizione degli atti di gara (nel caso di specie, è stata ritenuta non irragionevole né illogica la decisione della SA di individuare un unico lotto per l’affidamento del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti in un unico comune, per garantire l’unitarietà della gestione; motivazione esplicitata nella determina di indizione della gara).

Lo ha chiarito l’ANAC nella Delibera n. 123 del 13 marzo 2024, in sede di parere per la soluzione di controversie.

La questione esaminata

Un operatore economico aveva censurato la disciplina di gara, per violazione dell’art. 58 del D.lgs. n. 36/2023, a causa della mancata suddivisione dell’appalto in lotti funzionali/prestazionali, risultata, a suo dire, del tutto priva di motivazione.

L’istante aveva esposto di non poter partecipare alla gara in oggetto, a causa del mancato possesso del requisito di capacità tecnico-professionale afferenti allo svolgimento di analogo servizio per conto di un committente pubblico.

Tale impossibilità di partecipare alla gara singolarmente sarebbe stata determinata dall’immotivata decisione della SUA di non suddividere l’appalto in lotti funzionali o quantitativi.

Le osservazioni espresse dall’ANAC

L’Autority aveva rilevato che, nel caso di specie, come evidenziato dalla SUA, la determina di indizione della gara recava, in realtà, la motivazione relativa alla mancata suddivisione dell’affidamento in lotti, formulata nei seguenti termini: “valutata la particolarità del servizio in oggetto, si dà  atto che l’appalto non prevede la suddivisione in lotti in quanto la stessa renderebbe l’esecuzione dell’appalto eccessivamente difficile dal punto di vista tecnico, inoltre l’esigenza di coordinare i diversi operatori economici per i lotti potrebbe mettere a rischio seriamente e pregiudicare la corretta esecuzione dell’appalto, come puntualmente espresso nel bando ai sensi dell’art. 58 comma 2 D.lgs. 36/2023”.

L’ANAC, ha ritenuto che, alla luce della motivazione esplicitata dalla SUA fosse infondata la doglianza della Società istante incentrata sul difetto di motivazione.

Del resto, secondo la giurisprudenza, il principio generale della suddivisione in lotti va adattato alle peculiarità del caso di specie ed è pertanto suscettibile di deroghe in presenza di giustificati motivi.

Infine, i requisiti di capacità tecnica e professionale, che avrebbero impedito la partecipazione dell’istante alla gara (aver eseguito, senza incorrere in gravi contestazioni, nel triennio 2020 – 2021 e 2022, almeno un servizio di raccolta differenziata domiciliare, per conto di un committente pubblico, avente un bacino d’utenza o una  popolazione  amministrata  complessiva alla data del 01/01/2023 non inferiore a quella del Comune di…….., pari a quarantatremila abitanti residenti), non sarebbero apparsi manifestamente irragionevoli o illogici, avuto riguardo alle caratteristiche del servizio da affidare. 

L’Autorità ha, in più occasioni, evidenziato che può ritenersi giustificata e non sproporzionata la richiesta dello svolgimento di un unico servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti in favore di un Comune con un determinato dato demografico, in quanto finalizzato a garantire l’acquisizione di competenze in campo tecnico e organizzativo parametrate all’oggetto del contratto (si vedano: Delibere Anac n. 39 del 1° febbraio 2023, n. 674 del 29 luglio 2020, n. 75 del 24 gennaio 2018; TAR Campania, Napoli, sez. III, 7 gennaio 2020, n. 51).

Autore

Views: 215

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *