Rateizzazione debito tributario: la permanenza in gara dell’o.e. dipende dal momento in cui l’istanza di rateizzazione sia stata accolta

In caso di debito tributario rateizzato, la permanenza in gara del concorrente dipende dal momento in cui, nel corso della procedura selettiva, sia stato conseguito il provvedimento con il quale l’Agenzia delle Entrate abbia accolto l’istanza di rateizzazione.

Se, pertanto, il provvedimento di accoglimento recasse una data successiva a quella di scadenza per la prestazione delle offerte, l’operatore economico è fuori dalla competizione; diversamente, se l’accoglimento della richiesta di rateizzazione recasse una data antecedente il termine di scadenza per la presentazione delle offerte, l’operatore economico può legittimamente essere ammesso alla gara.

I chiarimenti provengono dal Consiglio del Stato, sentenza n. 4168 del 9 maggio 2024.

La pronuncia, sebbene riferita ad un caso ricadente sotto la disciplina del pregresso Codice, fornisce indicazioni valide anche sotto l’egida del D.Lgs. 36/2023.

La fattispecie esaminata

Nel caso sottoposto all’esame dei giudici era stata bandita una procedura aperta per l’affidamento del servizio medico di emergenza in elicottero, da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Il RUP della procedura aveva escluso un concorrente, rilevando una irregolarità di tipo fiscale, nonostante quest’ultimo avesse dichiarato di essere in regola con il pagamento delle tasse.

Seguiva il ricorso dell’operatore economico che veniva respinto in primo grado, facendo seguito un successivo ricorso in grado d’appello.

La decisione dei giudici

Secondo i giudici, nel caso in esame, la stazione appaltante aveva decretato l’esclusione dell’appellante sulla base di una serie concomitante di valutazioni, potenzialmente in grado di supportare il provvedimento sul piano motivazionale.

L’impresa esclusa lamentava l’erroneità della sentenza di primo grado impugnata, la quale aveva omesso di considerare l’illegittimità dell’esclusione avendo la società presentato un piano di rateizzazione che stava regolarmente onorando nei termini previsti dalla normativa applicabile.

Risultava dalla documentazione versata in atti che la ditta:

– nel compilare l’allegato alla domanda di partecipazione, aveva risposto affermativamente alla domanda circa l’assolvimento di “tutti gli obblighi relativi al pagamento di imposte, tasse o contributi previdenziali, sia nel paese dove è stabilito sia nello Stato membro dell’amministrazione aggiudicatrice o dell’ente aggiudicatore, se diverso dal paese di stabilimento”, attestando “di non essersi reso gravemente colpevole di false dichiarazioni nel fornire le informazioni richieste per verificare l’assenza di motivi di esclusione o il rispetto dei criteri di selezione”.

I giudici hanno rammentato che la giurisprudenza è pacifica nell’affermare che la circostanza dell’intervenuto saldo, o almeno della rateazione, dei debiti tributari da parte del concorrente non comporta l’annullamento del provvedimento di esclusione, in quanto ormai privo di ragion d’essere, valendo per i provvedimenti amministrativi il principio tempus regit actum, secondo cui la legittimità del provvedimento deve essere valutata in relazione allo stato di fatto e di diritto esistente al momento della sua adozione, con conseguente irrilevanza delle circostanze successive, che non possono incidere ex post su precedenti atti amministrativi.

A parere dei giudici, le conclusioni sopra illustrare sono suscettibili di cambiamento  laddove, come parte appellante sembrava sostenere, le domande di rateizzazione fossero state già proposte al momento della domanda di partecipazione (venendo accolte solo in un momento successivo), dato che il requisito della regolarità fiscale si considera sussistente soltanto ove, prima del decorso del termine per la presentazione della domanda di partecipazione alla gara di appalto, l’istanza di rateizzazione sia stata accolta con l’adozione del relativo provvedimento costitutivo e non anche nelle ipotesi in cui l’iniziale irregolarità abbia dato luogo alla richiesta di dilazione, solo successivamente accolta (cfr. Consiglio di Stato, Sezione V, 19 febbraio 2018, n. 128).

I giudici hanno sottolineato che, mentre non è ammissibile la partecipazione dell’operatore economico che, al momento della scadenza del termine di presentazione della domanda di partecipazione, non abbia ancora conseguito il provvedimento di accoglimento dell’istanza di rateizzazione, può invece considerarsi in regola con il fisco il contribuente cui sia stata accordata la rateizzazione ai fini della dimostrazione del requisito della regolarità fiscale ex articolo 19 d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, atteso che la rateizzazione del debito tributario del partecipante alla procedura selettiva si traduce in un beneficio che, una volta accordato, comporta la sostituzione del debito originario con uno diverso, con novazione dell’obbligazione originaria e nascita di una nuova obbligazione tributaria.

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