Rendicontazioni Pnrr, come procedere?

Tutti gli addetti ai lavori sembrano confermare che il sistema di rendicontazione del Pnrr non funziona, tanto che sia Il Ministero competente (presieduto da Raffaele Fitto) che la Corte dei conti rilevano come la fotografia che dell’avanzamento degli interventi viene scattata da Regis sia sottodimensionata, come se fosse in scala. Da cosa dipende questo fenomeno?

Se nella fase iniziale il problema poteva essere la scarsa conoscenza dell’applicativo e le enormi difficoltà registrate nella corretta profilazione degli utenti e nell’associazione di ogni profilo con i cup dal medesimo gestiti, oggi la questione sembra essere un’altra. Da un lato, pensa l’enorme complessità del processo, appesantito da richieste documentali esorbitanti e per di più diverse da Ministero a Ministero. In altre parole, tutte le amministrazioni centrali chiedono cose diverse, su modelli diversi, ma l’unico tratto comune è che tutti chiedono tanto. Anzi troppo.

Un esempio per tutti: il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti pretende ad ogni rendiconto l’invio di una dichiarazione sul rispetto dei principi trasversali del Pnrr. Difficile capirne la ragione.

L’altro fattore da considerare è la tempistica: non essendo definita, ogni soggetto attuatore si organizza come può e come crede.  Anche qui l’esempio è il Mit, che per i c.d. Pinqua (Programmi innovativi per la qualità dell’abitare) accetta solo rendiconti  trimestrali e con importo non inferiore al 10% del finanziamento Pnrr. Il recente documento “Indicazioni operative ai fini della rendicontazione delle spese ammissibili” si sofferma sulle modalità di funzionamento del meccanismo fornendo precisazioni molto importanti che sembrano parzialmente superare quanto previsto dal dm. 11 ottobre 2021.

In base a quest’ultimo, le risorse del Pnrr vengono rese disponibili mediante una anticipazione del 10% (che il decreto sulla rimodulazione del Piano in faticosa gestazione dovrebbe elevare al 30%).  Le risorse successive sono erogate per quote intermedie fino al 90% del totale per il rimborso delle spese effettivamente sostenute dai beneficiari finali, mentre il saldo sulla base della richiesta di pagamento finale attestante la conclusione dell’intervento o la messa in opera della riforma e il raggiungimento di milestones e targets. Al netto dell’anticipazione iniziale, quindi, tutte le altre tranches dei finanziamenti vengono erogate solo a rendicontazione, con conseguente necessità per i beneficiari di attingere alla propria liquidità.

In realtà, l’anticipazione iniziale avrebbe dovuto essere continuamente reintegrata man mano che i soggetti attuatori vi attingono, al fine di limitare la loro esposizione in termini di cassa. Da qui la scelta di molti di enti di organizzare la rendicontazione a flusso continuo, mandando domande di rimborso (ddr) frequenti anche per importi modesti.

Il Mit, invece, sceglie una linea diversa: per ogni singolo intervento, le ddr potranno essere presentate in numero massimo di una ogni tre mesi e previo raggiungimento di una spesa complessiva, sostenuta e quietanzata, maggiore o uguale al 10% della quota del finanziamento Pnrr. L’anticipazione del 10% già erogata, inoltre, verrà recuperata, con quote uguali e costanti, successivamente all’erogazione del 70% della quota del finanziamento. Ove il soggetto attuatore abbia richiesto ed ottenuto un’anticipazione in misura superiore al 10% dell’importo ammesso a finanziamento, il meccanismo di recupero troverà applicazione antecedentemente all’erogazione del 70%, al fine di rispettare il limite del 90% di risorse erogabili a titolo di rimborso. Il 10% residuo, infine, potrà essere corrisposto solo a saldo, all’esito del completamento dei lavori e del raggiungimento di milestone/target associati all’intervento di riferimento nel rispetto delle tempistiche previste dal Pnrr, attraverso i pertinenti indicatori, in coerenza con le risultanze del sistema di monitoraggio.

Questa impostazione pare comprensibile per evitare un proliferare di micro rendicontazioni, ma certamente cambia il quadro di riferimento. Per cui sarebbe opportuno capire fin da subito verrà estesa anche ad altre misure.

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