Spending review: una possibile stima dell’impatto dei tagli per i  comuni

La nuova spending review per gli enti locali, prevista dall’art. 88, comma 8, del disegno di legge di bilancio 2024, per ripartire il sacrificio imposto a comuni (200 milioni) ed enti di area vasta (50 milioni) definisce un criterio proporzionale agli impegni di spesa corrente al netto della spesa relativa alla Missione 12: Diritti sociali, politiche sociali e famiglia, come risultanti dal rendiconto di gestione 2022 o, in caso di mancanza, dall’ultimo rendiconto approvato. 

Oltre al taglio in sé, un elemento critico da evidenziare riguarda l’imprevedibilità del riparto, che in questa fase non è facilmente stimabile. Negli open data della Banca dati delle amministrazioni pubbliche le informazioni necessarie non sono immediatamente reperibili. Qualche dato in più si ritrova nelle relazioni della Corte dei conti sulla gestione finanziaria degli enti locali. 

Per i comuni, ad esempio, la spesa corrente impegnata nel 2022 è pari a 57.781.691.000 euro, che al netto della missione 12 (che vale il 17% circa) si attesta a 47.958.804.000 euro. Considerando questi numeri, è possibile con una semplice proporzione stimare il taglio sul singolo ente. 

La norma prevede però anche un altro parametro, ancora più imponderabile, imponendo di tenere conto delle risorse PNRR assegnate a ciascun ente alla data del 31 dicembre 2023.

Insomma, per conoscere il proprio numero esatto ogni ente dovrà attendere il decreto del Ministero dell’Interno, che arriverà ad esercizio 2024 già avviato.

Con buona pace di tutti i tentativi di accelerare l’approvazione dei preventivi e limitare il ricorso all’esercizio provvisorio.

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