Tributi: doppio argine al contraddittorio preventivo

L’art. 7 del D.L. 39/2023 prevede, al comma 1, che “Le disposizioni dell’articolo 6-bis della legge 27 luglio  2000, n. 212, non si applicano agli atti emessi prima del 30 aprile 2024  e a quelli preceduti da un invito ai sensi del decreto  legislativo  19 giugno 1997, n. 218, emesso prima della medesima data“.

In questo modo, è stato sancito per legge quanto affermato nell’atto di indirizzo del vice Ministro dell’economia e delle finanze del 29 febbraio 2024, secondo il quale una lettura sistematica delle novità di cui al D. Lgs. 219/2023 escluderebbe l’obbligo del contraddittorio preventivo  fino all’emanazione del decreto ministeriale di elencazione delle fattispecie per le quali il relativo diritto è escluso e comunque fino al 30 aprile.

Se la prima affermazione è discutibile, la seconda è pura invenzione e infatti ci è voluta una norma per fissare questa scadenza, posto che il D. Lgs. 219 è entrato a regime dal 18 gennaio scorso.

Rispetto al primo punto, pare evidente che l’emanando decreto difficilmente fornirà indicazioni precise per i tributi locali e quindi subordinare alla sua entrata in vigore l’efficacia di un istituto a tutela del contribuente è quantomeno dubbio. 

Ora, comunque, è scritto nero su bianco che il contraddittorio non si applica agli atti “emessi” prima del 30 aprile 2024 ed a quelli preceduti dall’invito al contraddittorio per l’accertamento con adesione , in linea con le modifiche recate dal D.Lgs 13/2024. Per buona misura, il comma 2 dell’art. 7 precisa che agli atti di cui al comma 1 si applica la disciplina vigente prima del 30 aprile.

Restano tante, però, le incertezze degli enti locali a fronte di una riforma che, come già più volte evidenziato, presenta la consueta distorsione derivante dall’essere stata concepita pensando alle imposte nazionali ed all’amministrazione finanziaria.

Prima o poi comuni, province e città metropolitane dovranno mettere mano ai propri regolamenti e in quella sede individuare molto attentamente quegli atti automatizzati, sostanzialmente automatizzati, di pronta liquidazione o di controllo formale della dichiarazione cui il contraddittorio non si applica.

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