Uno dei pilastri dell’Accrual (Riforma 1.15 del PNRR) è rappresentato dalla formazione del personale. Anche l’art. 10 del dl 113/2024 disciplina, tra l’altro, il completamento della formazione di base per le amministrazioni assoggettate alla fase pilota (target M1C1-117).
In particolare:
-il comma 10 stabilisce l’obbligo del completamento del primo ciclo di formazione di base, erogata mediante il portale della formazione accrual, da parte delle amministrazioni pubbliche soggette alla riforma accrual e, più specificamente, per quelle coinvolte nella fase pilota ai fini della corretta produzione degli schemi di bilancio per il 2025, puntualizzando che tutte le amministrazioni pubbliche rientranti nell’ambito di applicazione della riforma dovranno comunque concorrere al raggiungimento del target M1C1-117 del PNRR (che prevede il completamento del ciclo di formazione di base sui principi e le regole del sistema contabile entro il primo trimestre 2026);
-il comma 11 rinvia ad uno o più decreti del Ministero dell’economia delle finanze le istruzioni di natura procedurale e tecnico contabile in relazione alle modalità di erogazione del primo ciclo di formazione di base e alle modalità di trasmissione telematica degli schemi di bilancio alla Ragioneria Generale dello Stato.
Pare di capire che si tratti di una formazione diversa da quella già attualmente erogata tramite il portale del Mef, ma il punto non è così chiaro. Qui al momento sono disponibili 4 moduli, ciascuno della durata di circa un’ora, e si precisa che complessivamente la formazione avrà una durata di circa 24 ore.
Ma si tratta di una formazione assolutamente inutile e male impostata. Il fruitore deve innanzitutto svolgere il corso sul Quadro concettuale, che rappresenta (e non potrebbe essere diversamente) una introduzione molto light e teorica al tema.
Il secondo modulo (cui si accede solo dopo aver completato il primo superando il relativo test, oltre che compilando l’immancabile questionario di gradimento), invece, proietta l’utente direttamente nel mondo della partita doppia, applicata per di più a fattispecie complesse disciplinate dall’ITAS 2 come i cambiamenti di politiche e stime contabili, la correzione degli errori e la rappresentazione dei fatti intervenuti dopo la chiusura dell’esercizio. Ma l’utente medio non ha una conoscenza della contabilità economico-patrimoniale nemmeno lontanamente sufficiente a trovare il corso utile: è come se, dopo una introduzione sul ciclismo, si pretendesse di insegnare a chi sa a malapena andare in bicicletta le regole dell’americana su pista.
I moduli, in sé e per sé, sono ben curati e chiari, ma sembrano scollegati l’uno dall’altro e lontani anni luce dall’ambizioso obiettivo di rendere in grado un personale mediamente anziano e poco avvezzo al tema a gestire un sistema contabile diverso da quello con cui si misura quotidianamente. Speriamo che le cose cambino rapidamente.
