Rischio free riding sul nuovo Patto

La disciplina prevista dall’art. 104 del disegno di legge di bilancio 2024 potrebbe innescare il rischio di free riding (beneficiare di un servizio, o di un bene collettivo, o di risorse pubbliche, senza sopportare alcun onere o contribuire alla spesa) da parte degli enti locali. Il comma 2 prevede che, a decorrere dal 2025, il…

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La disciplina prevista dall’art. 104 del disegno di legge di bilancio 2024 potrebbe innescare il rischio di free riding (beneficiare di un servizio, o di un bene collettivo, o di risorse pubbliche, senza sopportare alcun onere o contribuire alla spesa) da parte degli enti locali.

Il comma 2 prevede che, a decorrere dal 2025, il singolo ente si considera in equilibrio in presenza di un saldo non negativo tra le entrate e le spese di competenza finanziaria del bilancio, comprensivo dell’utilizzo dell’avanzo di amministrazione e del recupero del disavanzo di amministrazione e degli utilizzi del fondo pluriennale vincolato, al netto delle entrate vincolate e accantonate non utilizzate nel corso dell’esercizio.

I commi 3, 4 e 5 determinano l’ammontare del contributo alla finanza pubblica, aggiuntivo rispetto a quello previsto a legislazione vigente, che i singoli comparti degli enti territoriali devono assicurare dal 2025 al 2029, nonché i criteri per il riparto del contributo tra i singoli enti di ciascun comparto.

In base al comma 9 è prevista una verifica annuale del rispetto dell’equilibrio di bilancio e/o e dell’accantonamento al fondo da parte dei singoli enti, effettuata a livello di comparto degli enti territoriali sulla base dei rendiconti trasmessi alla Banca dati delle amministrazioni pubbliche.

Solo nel caso di mancato rispetto degli obiettivi di comparto, saranno individuati, con decreto del Mef, gli enti inadempienti e determinato l’importo dell’incremento del fondo che gli enti inadempienti saranno tenuti ad iscrivere, nei successivi 30 giorni, nel bilancio di previsione con riferimento all’esercizio in corso di gestione.

Ciò significa che gli eventuali surplus realizzati dagli enti virtuosi potranno compensare i buchi di quelli in rosso, salvandoli dalle penalità.

Con il vecchio Patto di stabilità interno la sanzione scattava comunque e eventuali compensazioni dovevano essere gestite attraverso negoziazioni preventive.

Il rischio è tutt’altro che remoto considerato che finora il comparto ha sempre presentato performances superiori rispetto alle attese e mostra una condizione di sostanziale pareggio ai fini del consolidamento dei conti pubblici, anche per effetto degli aggiustamenti imposti nel passato.

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