Bilanci in ritardo: gestione provvisoria rimedio più efficace del commissariamento

Nel suo articolo “In Sicilia i comuni non approvano i bilanci” pubblicato su ItaliaOggi del 4 settembre scorso, Francesco Cerisano riporta dati molto interessanti sul fenomeno della ritardata approvazione del bilancio di previsione da parte dei comuni.  Dopo che nel 2023 sono entrate in vigore nuove regole procedurali previste dal decreto Mef del 25 luglio,…

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Nel suo articolo “In Sicilia i comuni non approvano i bilanci” pubblicato su ItaliaOggi del 4 settembre scorso, Francesco Cerisano riporta dati molto interessanti sul fenomeno della ritardata approvazione del bilancio di previsione da parte dei comuni. 

Dopo che nel 2023 sono entrate in vigore nuove regole procedurali previste dal decreto Mef del 25 luglio, il quadro è sicuramente migliorato rispetto al passato, sia per il numero degli enti che approvano entro il 31 dicembre dell’anno precedente, che per il progressivo contenimento della durata dell’esercizio provvisorio (solo due mesi nel 2025, mentre in passato siamo arrivati ad approvare i preventivi a dicembre dell’anno dopo). 

A fine febbraio, però, come scrive Cerisano, il 66% dei comuni era in regola e a oggi ci sono “solo”188 comuni fermi ai box (di cui ben 108 sono siciliani). 

Che tipo di valutazione fare di questi dati?  A parere di chi scrive salta all’occhio la generale tendenza del dipendente pubblico medio a rispettare le scadenze solo quando sono contenute in un atto formale.

In altri termini, è evidente che il dm 23 luglio 2023 abbia solo codificato e sistematizzato una prassi diffusa, sia pure con modalità differenziate, in molti enti, collegandola ad una road map finalizzata ad accompagnare e facilitare il completamento del percorso nei tempi previsti, senza nemmeno definire nuovi termini perentori. Però ciò è bastato per spingere un cambiamento significativo.

È prevedibile che la situazione generale migliori ulteriormente nel tempo, per cui alla fine emergeranno solo più le sacche di reale inefficienza, ossia quelle nelle quali davvero non si riesce ad approvare il bilancio in tempo. 

Per completare il lavoro, a quel punto, forse l’unica strada (molto più efficace della minaccia del commissariamento) sarà quella di eliminare l’istituto dell’esercizio provvisorio, estendendo l’ambito di applicazione della gestione provvisoria.

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