Fra le principali novità contabili di interesse degli enti locali contenuti nel disegno di legge di bilancio 2026, la misura più attesa e di maggiore e più vasto interesse è senza dubbio quella finalizzata a ridurre l’impatto dell’accantonamento a fcde.
Si tratta di un tema molto delicato posto che, se da un lato molte amministrazioni non riescono più a quadrare il proprio bilancio a causa della crescita esponenziale del fondo, dall’altro quest’ultimo ha una funzione virtuosa, che è quella di impedire di nascondere sotto il tappeto la polvere delle mancate o tardive riscossioni.
In questo trade off il disegno di legge cerca di trovare un non facile equilibrio prevedendo la possibilità di determinare la misura del fcde “sulla base del risultato dell’esercizio in cui è stato accertato un miglioramento della capacità di riscossione rispetto alla media del triennio precedente, compreso l’esercizio cui il rendiconto si riferisce”, ma subordinando tale facoltà alla “formale attivazione di un progetto, almeno triennale, diretto a rendere strutturale il miglioramento accertato”. In altri termini, mentre oggi l’accantonamento deve essere quantificato in base all’andamento degli incassi nell’ultimo quinquennio, che si riduce solo per gli enti che si sono impegnati a recuperare gettito ma sempre rimanendo ancorato ad una base di riferimento triennale, con la nuova disciplina basterà aver registrato un miglioramento nel trend di riscossione in un anno per poter liberare risorse.
In contropartita, si prevede anche una stretta (demandata a provvedimenti attuativi) sui meccanismi di monitoraggio sulle previsioni di bilancio in termini di cassa, garantendone la coerenza con gli stanziamenti di competenza.
La prima determinazione del fcde sulla base dei risultati di un solo esercizio è consentita solo in sede di approvazione dei bilanci di previsione 2027-2029, 2028-2030 e 2029-2031, ma sarà possibile anticiparla esclusivamente in sede di assestamento del bilancio di previsione 2026-2028, restando esclusa per gli assestamenti dei bilanci successivi.
