Il velleitario “ufficio dedicato” ai pagamenti.

Tra principi contabili, linee guida di vario genere, circolari, pareri, precontenziosi, direttive, indirizzi, Faq, regolamenti e norme, si continua a prevedere che gli enti locali istituiscano nuove posizioni di responsabilità o organismi collegiali. L’ultimo è “l’ufficio dedicato” ad evitare il ritardo dei pagamenti, evocato dalla recente (ennesima) modifica all’allegato 4/2 al d.lgs 118/2011. Pensiamo anche…

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Tra principi contabili, linee guida di vario genere, circolari, pareri, precontenziosi, direttive, indirizzi, Faq, regolamenti e norme, si continua a prevedere che gli enti locali istituiscano nuove posizioni di responsabilità o organismi collegiali. L’ultimo è “l’ufficio dedicato” ad evitare il ritardo dei pagamenti, evocato dalla recente (ennesima) modifica all’allegato 4/2 al d.lgs 118/2011.

Pensiamo anche solo distrattamente a quanti responsabili e/o uffici sono da istituire: responsabile dei procedimenti edilizi, Sue, Suap, responsabile dei procedimenti commerciali, responsabile del procedimento di esproprio, responsabile dei tributi, responsabile del protocollo e degli archivi, responsabile dell’ufficio relazioni col pubblico, responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, responsabile del Gdpr, responsabile della transizione digitale, responsabile della comunicazione. Poi, i vari responsabili dei servizi, i vari Rup, i vari responsabili dei tanti procedimenti, tra i quali anche, evidentemente, quello relativo ai pagamenti.

Già solo con questa elencazione abbiamo probabilmente enumerato una quantità di dipendenti che normalmente negli organici medi dei comuni di piccole e medio-piccole dimensioni (che sono circa 5.500 su 8.000) nemmeno esistono.

Infatti, è piuttosto diffusa la circostanza della contemporanea attribuzione di più funzioni di responsabilità alla medesima persona, che cambia continuamente giacca e cappello, espletando una serie molto differenziata di attività, nell’ambito di settori fortemente disorganici.

La puntualità dei pagamenti è anche per questi motivi difficili da gestire. Trattandosi di un flusso procedurale che coinvolge trasversalmente molti uffici e responsabili, già carichi di altre attività, risulta complesso e sfuggente, senza supporti informatici adeguati, capaci di dare alert continui su scadenze da programmare con estrema precisione, avvalendosi di calendari condivisi e piattaforme operative che consentano un controllo costante dei processi in corso, con accessi non troppo settorializzati, allo scopo di evitare che l’assenza dal servizio di un dipendente pregiudichi il rispetto di una scadenza.

Prevedere l’ennesimo ufficio o responsabile serve solo ad evidenziare alcune responsabilità e forse a chiarire chi abbia i comandi organizzativi del flusso, ma di per sè, stante la situazione organizzativa generale, non garantisce affatto la velocizzazione dei pagamenti.

Se, poi, si tiene conto che, come evidenzia da sempre Matteo Barbero, causa dei ritardati pagamenti sono i tempi troppo lunghi di acquisizione dei finanziamenti da parte dello Stato e delle regioni, le difficoltà operative degli enti locali risultano ancor più evidenti.

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