La Commissione Arconet assumerà un ruolo centrale nello sviluppo della contabilità accrual. Tutti i futuri provvedimenti attuativi, infatti, dovranno passare sui suoi tavoli.
In primo luogo, sarà Arconet a individuare gli enti sperimentatori del nuovo sistema. Inoltre, la Commissione dovrà valutare se ed in che misura prevedere ulteriori voci di dettaglio rispetto a quelle incluse nel nuovo piano dei conti multidimensionale e negli schemi di rendicontazione economico-patrimoniale.
Questa previsione, apparentemente burocratica, rivela in realtà una scelta di campo molto chiara. Finora, infatti, in seno al MEF si sono confrontate due anime diverse, una più favorevole ad attribuire alla contabilità economico-patrimoniale un ruolo centrale anche a discapito della finanziaria (al momento quella principale) e l’altra, rappresentata proprio da Arconet, decisamente più conservativa.
Già nella riunione del 15 febbraio 2023, la Commissione aveva confermato che l’accrual non soppianterà la contabilità finanziaria autorizzatoria, ma costituirà solo un percorso di perfezionamento del sistema contabile previsto dal d.lgs 118/2011, da realizzare attraverso un adeguamento del principio contabile applicato concernente la contabilità economico patrimoniale vigente (allegato 4/3 al dlgs 118/2011) ai nuovi ITAS.
Ecco che quindi la centralità di Arconet sembra confermare questo assetto a doppio binario anche per il futuro e non solo per la fase sperimentale. Del resto, che la finanziaria continuerà ad avere un ruolo centrale è ormai scritto nero su bianco nei disegni di legge di modifica dell’ordinamento contabile, oltre che in numerosi documenti della Corte dei conti (da ultimo quello sul rendiconto generale dello Stato 2025).
In questo quadro che ruolo avrà l’accrual? Qui si gioca la vera partita, perché se essa continuerà ad essere meramente conoscitiva (come finora accaduto) davvero tutta la riforma si risolverà in una bolla di sapone.
Da questo punto di vista, non è sufficiente disporre, come fa il dl Infrastrutture, che la nuova contabilità economico-patrimoniale assolverà ad una funzione di rendicontazione, perché già oggi è così in base all’art. 2 del d.lgs 118/2011.
Per il cambiamento servirebbe dire qualcosa di più, attribuendo alle risultanze di conto economico e stato patrimoniale un valore giuridico forte di cui al momento sono prive.
