Su Italia Oggi del 16.12.2022, Matteo Barbero con la consueta sagacia, nell’articolo “Pnrr, in arrivo rivoluzione per la contabilità pubblica” ci informa della modifica in arrivo alle regole della contabilità pubblica, imposte dalla Ue per superare la contabilità “armonizzata” ed andare più decisamente verso una vera contabilità economico-patrimoniale di tipo privata.
E’ invincibile la fascinazione dell’applicazione al mondo pubblico di una contabilità patrimoniale del tutto incongruente e sovrabbondante. Le amministrazioni pubbliche non sono aziende che tendono al profitto: la contabilità patrimoniale è solo una superfetazione senza concreta utilità. Infatti, da quando è entrato a regime il sistema della contabilità armonizzata, esso non ha avuto nessun effetto sull’efficienza, ma ha fatto impazzire adempimenti e documenti contabili, creando un folle sistema di ripartizione delle competenze sulle variazioni di bilancio ed un vero circo nel processo prenotazione, impegno, imputazione, pagamento delle spese.
La contabilità pubblica nasce come autorizzativa, perchè il fine non è, come rilevato, produrre profitto e distribuire dividendi, ma permettere di finanziare un’iniziativa decisa dalle amministrazioni (un appalto, un contributo, un progetto sociale), secondo regole di autorizzazione preventiva e tracciamento della spesa.
Il velleitarismo dell’accomunamento enti pubblici-soggetti privati, perseguito anche da istituzioni europee ancora intossicate da ideologie degli anni ‘90, purtroppo spinge ancora verso superfetazioni normative come quelle che hanno portato all’assurdo sistema degli allegati al d.lgs 118/2011, i principi contabili mediante i quali un insieme di pochi articoli, quello della contabilità locale, è passato a centinaia di regole avviluppate come i serpenti in una fossa, e che come i serpenti strozzano da anni gestione ed iniziative.
