Bilanci al 31 maggio, Piao sempre più inutile

La Conferenza Stato-città del 18 aprile 2023, ha stabilito di rinviare il termine per l’approvazione dei bilanci di previsione al 31 maggio 2023. Risuonano le disposizioni dell’articolo 8 del DM 132/2022: Il Piano integrato di attività e organizzazione elaborato ai sensi del presente decreto assicurala coerenza dei propri contenuti ai documenti di programmazione finanziaria, previsti…

Data

La Conferenza Stato-città del 18 aprile 2023, ha stabilito di rinviare il termine per l’approvazione dei bilanci di previsione al 31 maggio 2023.

Risuonano le disposizioni dell’articolo 8 del DM 132/2022:

Il Piano integrato di attività e organizzazione elaborato ai sensi del presente decreto assicura
la coerenza dei propri contenuti ai documenti di programmazione finanziaria, previsti a
legislazione vigente per ciascuna delle pubbliche amministrazioni, che ne costituiscono il
necessario presupposto.

In ogni caso di differimento del termine previsto a legislazione vigente per l’approvazione dei
bilanci di previsione, il termine di cui all’articolo 7, comma 1 del presente decreto, è differito
di trenta giorni successivi a quello di approvazione dei bilanci.

E risuonano tutte le questioni poste sin da gennaio sul bilancio di previsione come “presupposto” del Piao, da approvare come documento unico soltanto e solo dopo il bilancio di previsione stesso.

Applicando in modo formale, anzi, si consenta, bovino, queste norme, ci si ritroverebbe esattamente come nel 2021 e nel 2022: con un Piao adottato a metà anno (al netto di possibili e sempre probabili ulteriori rinvii), quando è oggettivamente tardissimo programmare alcunchè.

Tutte le sezioni del Piao connesse alla programmazione dei fabbisogni, alla formazione del personale, ma soprattutto alla definizione degli obiettivi e del “valore pubblico”, se lo si adotta a fine giugno, divengono solo pura burocrazia: un contenitore molto bello, che di programmazione, cioè predefinizione di una serie di strumenti, obiettivi, modalità e risultato, non avrà gran che. Perchè, di solito, si programma prima e non durante e certo non a metà della gestione.

I puristi del Piao solo dopo il bilancio, quindi, si confrontano con la conseguenza assurda di tale impostazione che fino a giugno, mancando la definizione degli obiettivi l’ente resti privo della possibilità di uno straccio di disegno dell’azione gestionale e anche della possibilità di dare corso ad assunzioni.

La realtà dei fatti e della cronaca non è, certo, fonte di diritto. Ma, la consapevolezza che fatti e cronaca influenzano l’attuazione delle norme, per non renderle ridicole, sarebbe necessaria.

Il fatto e la cronaca è che i bilanci sono ancora una volta rinviati ad anno inoltrato; la norma giuridica evidenzia che il Piao allora si può approvare a fine giugno.

Se analisti, interpreti e gli stessi soggetti deputati all’interpretazione delle norme fossero consapevoli che le norme occorrono per regolare l’azione anche sulla base dei fatti e non per disegnare un sistema astratto che diviene ingestibile, dovrebbero prendere atto che per far funzionare i comuni, specie alla luce di tutte quelle disposizioni normative che regolano gli istituti programmatici confluiti nel Piao, non è possibile attendere i termini di approvazione del bilancio.

Il tema del Piao provvisorio, enunciato ma in modo poco approfondito dalla Corte dei conti Sicilia, si ripropone in modo formidabile, come quello della sua approvazione per stralci.

Si possono fare esercizi di purismo e, come la Sezione Sicilia, fare finta che un Piao provvisorio, in quanto tale, sia un rilascio di alcune sezioni aggiornate e soggetto a successivi aggiornamenti esattamente quale quella fattispecie a formazione progressiva che la Sezione si chiede cosa sia.

E, su questa strada, immaginare che il Piao provvisorio sia a sua volta un mono blocco, un monolite, un documento fisso, inscalfibile.

Oppure, si può scendere dalla torre d’avorio, osservare i fatti e la realtà e comprendere che la pianificazione, pur ovviamente connessa a documenti di programmazione e finanziari, non può essere assente fino a giugno e che gli strumenti per definire gli obiettivi, disegnare le regole anticorruzione, fissare i fabbisogni, vi sono e consentono di formare un Piao provvisorio per rilasci e aggiornamenti successivi, in attesa del lieto evento del bilancio di previsione approvato.

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