Pnrr, altra tegola: ritardi nel riparto del fondo opere indifferibili impediscono le gare

Fondo opere indifferibili, il ritardo nel riparto mette a rischio le gare Pnrr. Gli enti che hanno aderito alla procedura ordinaria per il primo semestre 2023 sono ancora in attesa delle assegnazioni e avranno poco più di un mese per avviare le procedure di affidamento. L’intreccio delle regole di riparto porta quindi in molti casi…

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Fondo opere indifferibili, il ritardo nel riparto mette a rischio le gare Pnrr. Gli enti che hanno aderito alla procedura ordinaria per il primo semestre 2023 sono ancora in attesa delle assegnazioni e avranno poco più di un mese per avviare le procedure di affidamento. L’intreccio delle regole di riparto porta quindi in molti casi a comprimere ulteriormente i già risicati margini temporali imposti ai soggetti attuatori degli interventi Pnrr, sovrapponendosi alle milestones relative a quest’ultimo.

Il decreto del Mef del 10 febbraio scorso, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 9 marzo, ha completato il quadro attuativo dell’art. 1, commi 369 e seguenti, della L. 197/2022, disciplinando il secondo canale per accedere al contributi statali a copertura dei maggiori costi delle opere pubbliche dovuti ai rincari di materiali ed energia. Ricordiamo, infatti, che la norma citata prevedeva come primo canale la c.d. procedura accelerata, che prevede una pre-assegnazione forfetaria nella misura del 10% del contributo, che le stazioni appaltanti potevano accettare o meno. In questo secondo caso, si apre appunto il secondo canale ovvero la c.d. procedura ordinaria.

A quest’ultima, possono accedere  tutte le stazioni appaltanti, fatta eccezione per gli enti locali che hanno confermato la pre-assegnazione del 10%  nell’ambito della procedura semplificata relativa allo stesso semestre. Possono accedere anche coloro che hanno beneficiato di risorse nel 2022 ma non sono riusciti ad andare a gara entro lo scorso 31 dicembre, ma solo in subordine rispetto agli altri.  Come la procedura accelerata, anche quella ordinaria per il 2023 prevede sue finestre semestrali. La prima  si è aperta il quinto giorno dalla pubblicazione del decreto (14 marzo) e si è chiusa 25 giorni dopo (3 aprile).  La seconda finestra sarà aperta fra il 16 giugno al 6 luglio 2023. Per il primo semestre si è in attesa del decreto del Ragioniere generale dello Stato che, sulla base della graduatoria redatta secondo le priorità fissate dal citato decreto, provvederà all’assegnazione delle risorse in essa ricompresi. Il provvedimento di assegnazione delle risorse, che costituisce titolo per l’avvio delle procedure di affidamento delle opere e per l’accertamento delle risorse a bilancio, era atteso entro il 3 maggio, ma non ha ancora visto la luce.

A questo punto, il tempo stringe, specialmente per gli interventi che hanno milestones ravvicinate legate all’aggiudicazione. Molte amministrazioni stanno cercando di aggirare l’ostacolo andando comunque avanti con la progettazione e anche talora approvandola solo a livello tecnico, lasciando in sospeso solo la procedura di gara in senso stretto. Ma ovviamente quest’ultima richiede comunque tempi tecnici, oltre alla copertura integrale della spesa. 

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