Nessun rinvio per il bilancio tecnico

Nel resoconto della riunione dello scorso 27 settembre  la Commissione Arconet è tornata ad affrontare il tema dell’efficacia temporale delle disposizioni dettate dal D.M. 25 luglio 2023 per disciplinare l’iter di approvazione del bilancio di previsione nel tentativo di accelerarne i tempi e consentirne la chiusura entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello di…

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Nel resoconto della riunione dello scorso 27 settembre  la Commissione Arconet è tornata ad affrontare il tema dell’efficacia temporale delle disposizioni dettate dal D.M. 25 luglio 2023 per disciplinare l’iter di approvazione del bilancio di previsione nel tentativo di accelerarne i tempi e consentirne la chiusura entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello di riferimento.

Ricordiamo che Anci ha espresso nelle settimane scorse valutazioni molto critiche sul contesto istituzionale in cui si colloca la nuova normativa e ha chiesto alla Commissione di pronunciarsi sull’opportunità di un intervento tempestivo per rinviarne al bilancio 2025-2027 la prima applicazione (in linea peraltro con quanto previsto dallo stesso decreto nell’esempio applicativo).  Ad Anci questo rinvio pare un atto dovuto, sia per la ristrettezza dei tempi intercorrenti tra l’emanazione del D.M. e i primi adempimenti ivi formalizzati, sia anche per meglio approfondire alcuni aspetti del principio stesso considerati particolarmente critici dai Sindaci. In tale senso, è stato proposto di analizzare con più calma e serenità il contenuto delle modifiche approfondendo tali profili. 

La Commissione però si è espressa negativamente, ritenendo che non possa esserci un’interpretazione diversa sulla vigenza dell’art.1 del D.M.

Inoltre, il Presidente ha confermato che le attività previste dal nuovo processo di bilancio, quale il bilancio tecnico, non costituiscono affatto una novità assoluta per gli enti locali e che l’atto di indirizzo non è richiesto come un atto necessario. Il decreto, infatti, si limita ad individuare puntualmente ruoli, compiti e tempistiche del processo di bilancio, peraltro in assenza di sanzioni in caso di inadempienze.

Poiche è già in corso di applicazione con riferimento al processo di bilancio relativo all’esercizio 2024-2026, un eventuale rinvio interverrebbe in una fase prossima alla conclusione.


Per parafrasare Flaiano, la situazione è grave, ma non è seria. Ricapitoliamo:

  1. da oltre 30 anni regolarmente, a causa delle norme delle leggi (prima finanziarie, oggi di bilancio) solo a fine anno si riesce a capire quali siano gli elementi (tributi, riscossioni, trasferimenti, nuove leggi, rinnovi di contratti, bazzecole, insomma) per chiudere un bilancio che possa minimamente rispondere al principio (ovviamente canzonatorio) di “veridicità”;
  2. il Legislatore da qualche anno ha preso a “subappaltare” la propria potestà normativa a soggetti, per esempio authority, di varia natura, prive di qualsiasi legittimazione popolare ed elettiva: tra questi rientra la commissione Arconet, che da tempo spadroneggia e fa il bello e il cattivo tempo, indicando principi contabili sempre più astrusi, inefficienti e involuti;
  3. questi principi contabili dovrebbero facilitare l’approvazione dei bilanci;
  4. al contrario, approvare nei termini i bilanci è impresa impossibile e anche nel 2023 la data è stata sposta al 15 settembre;
  5. come sempre, là dove non è possibile nel mondo reale ottenere qualcosa, si adotta allora la scelta dirigista e un po’ piccata, volta ad ottenere in vitro ciò che in natura è inibito;
  6. quindi, Arconet, sia chiaro su delega legislativa, dà il via libera al DM 25.7.2023, norma in vario modo lesiva di ogni autonomia locale e di carattere dirigista, che in nome della necessità (a questo punto solo formale) di far vedere che gli enti locali approvano i bilanci entro il 31.12, si inventa il “bilancio tecnico”, ed un fitto intrico di adempimenti e scadenze;
  7. il “bilancio tecnico” è attribuito all’esclusiva competenza e responsabilità del responsabile dei servizi finanziari, flebilmente guidato da un’impalpabile e comunque qualificata come “non obbligatoria” delibera di indirizzo; tanto, nel mondo dorato di Arconet, c’è l’assessore che fornisce al responsabile gli indirizzi per produrre il bilancio, no?;
  8. in tal modo, il bilancio tecnico finisce per espropriare il consiglio dell’unica fondamentale funzione e competenza: programmare l’azione amministrativa appostando risorse e disponendo entrate;
  9. l’Anci si accorge, tardi (i rappresentanti di Anci in Arconet evidentemente al momento della redazione del DM 25.7.2023 erano intenti ad altro), che il “bilancio tecnico” fa acqua da tutte le parti;
  10. l’Anci, quindi, approdata per una volta nel mondo reale, chiede almeno di rinviare gli effetti del DN 25.7.2023 all’anno prossimo;
  11. Arconet, confermando pienamente il ruolo orwelliano da tempo assunto, non acconsente;
  12. Arconet, comunque, osserva quanto chi scrive ha avuto modo di osservare sin da subito: tutti i vari adempimenti, tutte le fitte scadenze indicate nel DM sono state scritte così, per sfoggio o per celia: tanto non vi sono sanzioni nel caso di inadempienze.

La domanda dovrebbe sorgere, allora, spontanea: ma, quindi, di che cosa esattamente si parla e che cosa esattamente si intende ottenere con questa levata di ingegno del “bilancio tecnico”?

Luigi Oliveri

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