La Cassa Depositi e prestiti ha ufficializzato il Prestito Investimenti Pnrr/Pnc. Si tratta di un finanziamento per la realizzazione di investimenti assistiti da contributi Pnrr e Pnc, al fine di facilitarne l’avvio ed il completamento assicurando la necessaria provvista di cassa nelle more dell’innesco del corretto circuito finanziario .
Lo strumento è rivolto a Comuni, Province, Città metropolitane (Circolare Cdp n. 1280/2013) ed enti pubblici non territoriali (Circolare Ccp n. 1306/2023) individuati come assegnatari di contributi a valere sulle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza o del Piano Nazionale Complementare.
Si tratta a tutti gli effetti di un prestito flessibile, di importo minimo pari a 5.000 euro e fino al 30% dell’importo dei contributi Pnrr-Pnc concessi per la realizzazione di uno specifico investimento e comunque non superiore al residuo contributo da incassare, che sarà erogato sulla base dei documenti giustificativi della spesa (es. stati di avanzamento lavori) e potrà essere ammortizzato in 5 o 20 anni.
Le somme erogate dovranno essere rimborsate al momento dell’incasso del contributo Pnrr-Pnc, senza alcun onere aggiuntivo. È possibile richiedere il prodotto entro il 31 dicembre 2025 su cdp.it/portaleelpa o via PEC per gli enti pubblici non territoriali.
Come correttamente spiegato da Marco Allegretti e Marco Terzi su Il Sole 24 ore (https://ntplusentilocaliedilizia.ilsole24ore.com/art/mutui-cassa-depositi-e-prestiti-pnrr-regole-iscrizione-bilancio-AFjNCLrB) le modalità di contabilizzazione dell’operazione sono le stesse previste dall’esempio 9/a contenuto in appendice all’allegato 4/2 al D. Lgs. 118/2011.
Facciamo un esempio, ipotizzando che un Comune stipuli un contratto di “Prestito Investimenti Pnrr/Pnc” per euro 1.000, al fine di agevolare la realizzazione di un investimento per il quale è risultato assegnatario di un contributo Pnrr di pari importo.
Il cronoprogramma dell’investimento prevede i seguenti impegni già contabilizzati a seguito dell’accertamento del contributo (ricordiamo che, in base all’art. 15, comma 4, del D.L. 77/2021, i contributi Pnrr/Pnc si possono accertare a seguito della semplice ammissione a finanziamento):
2024 100
2025 300
2026 400
A seguito della stipula del contratto di prestito, il Comune effettua le seguenti registrazioni in contabilità finanziaria:
1) Accertamento dell’entrata derivante dal prestito, con imputazione all’esercizio 2024 di 100, all’esercizio 2025 di 300 e all’esercizio 2026 di 400, secondo le modalità previste dal principio contabile 3.18 per i finanziamenti flessibili (con imputazione al titolo 6, voce E.6.03.01.04.003 – Accensione mutui e altri finanziamenti a medio lungo termine da Cassa Depositi e Prestiti – SPA);
2) Impegno delle spese relative al rimborso del prestito Cdp (imputate al titolo 4 della spesa, voce U.4.03.01.04.004 – Rimborso Mutui e altri finanziamenti a medio lungo termine a Cassa Depositi e Prestiti – Gestione Tesoro) e interessi (titolo I, voce U.1.07.05.04.003 – Interessi passivi a Cassa Depositi e Prestiti SPA su mutui e altri finanziamenti a medio lungo termine). Gli impegni per il rimborso della quota capitale sono imputati agli esercizi in cui è prevista la riscossione dei contributi all’esercizio 2024 di 100, all’esercizio 2025 di 300, all’esercizio 2026 di 400. A seguito della realizzazione della prima annualità della spesa, il comune è in condizione di rendicontare alla Cdp e all’Amministrazione responsabile la spesa effettuata. Sulla base della rendicontazione ricevuta la Cdp eroga 100 al Comune, che emette la relativa reversale a valere dell’accertamento 2024 di cui al punto 1). Sulla base della rendicontazione ricevuta dal Comune, l’Amministrazione responsabile effettua le necessarie verifiche ed eroga 100 al Comune. L’incasso del contributo determina, per il Comune, l’obbligo di effettuare il pagamento per rimborso prestiti alla CDdp Il comune emette l’ordine di pagamento a valere dell’impegno 2024 di cui al punto 2). Le stesse operazioni sono effettuate con riferimento alle operazioni riguardanti gli esercizi 2025 e 2026. Nel caso in cui il Comune riceva un contributo inferiore alla quota di spesa realizzata, per la quota del prestito non rimborsata anticipatamente devono essere registrati gli impegni relativi agli interessi e alla quota capitale, secondo il piano di ammortamento ordinario previsto contrattualmente.
In caso di reimputazione degli impegni, a seguito della variazione dell’esigibilità della spesa, sono oggetto di reimputazione allo stesso esercizio del correlato impegno, anche:
• gli accertamenti delle entrate da contributo Pnrr/Pnc;
• gli accertamenti delle entrate per accensione prestiti ancora non riscossi;
• gli impegni per rimborso prestiti ancora non pagati.
Ovviamente per accedere al prestito occorre rispettare l’art. 204 del Tuel e per lo stesso motivo i relativi interessi (per quanto prevedibilmente contenuti) concorreranno a ridefinire il limite per ulteriori indebitamenti.
