Accrual e il decreto fantasma

Il tema dell’accrual è gettonatissimo nei convegni e nei seminari, ma fatica assai a svilupparsi operativamente. Mancano ancora all’appello, infatti, i decreti attuativi attesi dallo scorso autunno e che, a seguito della solita proroga, avrebbero dovuto vedere la luce entro la fine di marzo. È l’ennesimo paradosso di una riforma, la n. 1.15 del Pnrr,…

Data

Il tema dell’accrual è gettonatissimo nei convegni e nei seminari, ma fatica assai a svilupparsi operativamente. Mancano ancora all’appello, infatti, i decreti attuativi attesi dallo scorso autunno e che, a seguito della solita proroga, avrebbero dovuto vedere la luce entro la fine di marzo.

È l’ennesimo paradosso di una riforma, la n. 1.15 del Pnrr, che fatica a prendere il passo giusto. La fase pilota è ormai partita da quasi cinque mesi, ma ancora mancano le regole applicative. Inoltre, il quadro di riferimento continua a cambiare visto che nel frattempo sono state aggiornate le linee guida dei principi ITAS.

Unico punto fermo riguarda il piano di formazione istituzionale (oggetto di una specifica milestone), che è stato completato.

L’accrual prevede l’introduzione nel settore pubblico di un nuovo sistema di contabilità economico-patrimoniale che, per gli enti locali, dovrebbe rappresentare un’evoluzione di quello previsto dal dlgs 118/2011. Con l’art. 10 del dl 113/2024 è stata disciplinata una fase di sperimentazione delle nuove regole, che sono contenute nel c.d. quadro concettuale e soprattutto dei principi ITAS, che unitamente alle annesse linee guida dettano le regole di dettaglio.

La fase pilota – che coinvolge città metropolitane, province e comuni oltre i 5.000 abitanti – è stata avviata lo scorso 1° gennaio e culminerà con l’approvazione del rendiconto 2025 entro il 30 aprile 2026. In tale frangente, gli enti locali dovranno presentare, oltre al conto del bilancio finanziario ed agli schemi di bilancio economico-patrimoniale previste dall’allegato 4/3 al dlgs 118, anche un conto economico ed uno stato patrimoniale accrual compliant.

Entro fine marzo era attesa la pubblicazione di due ulteriori decreti chiamati a definire le istruzioni di natura procedurale e tecnico-contabile in relazione all’utilizzo dei modelli di raccordo fra il nuovo piano dei conti e quello vigente a dettare i criteri per l’adeguamento dei software gestionali.

Per intanto, si registrano continui aggiornamenti, l’ultimo dei quali reso noto ieri dal Mef e riguardante le linee guida di ben 13 ITAS, per un allineamento con i moduli della formazione istituzionale. Sul relativo portale, sono stati messi a disposizione gli ultimi moduli formativi relativi a ITAS 1 – Composizione e schemi del bilancio di esercizio, ITAS 9 – Ricavi e proventi, ITAS 11 – Strumenti finanziari, ITAS 14 –Partecipazioni in organismi controllati o collegati e accordi a controllo congiunto e ITAS 18 – Costi e oneri. Il test di verifica finale dell’apprendimento, utile al rilascio dell’attestato, verrà reso disponibile quanto prima.

Come si vede, il cantiere è assolutamente aperto, mentre fra gli operatori aumenta il disorientamento per un cambiamento di cui si fatica a scorgere il senso e, più ancora, l’utilità (convegni e seminari a parte, ovviamente).

Leggi anche

Articoli correlati selezionati per te

  • Continua a calare il debito degli enti territoriali 

    La Ragioneria generale dello Stato, nell’ultimo aggiornamento dell’indagine statistica sui mutui di regioni, province autonome ed enti locali, ha rilevato una nuova diminuzione dello stock residuo, che al 1° gennaio 2026 era pari a 51,9 miliardi di euro a fronte dei 53,3 miliardi registrati dodici mesi prima. In calo anche lo stock dei prestiti obbligazionari,…

  • Continua a calare il debito degli enti territoriali 

    La Ragioneria generale dello Stato, nell’ultimo aggiornamento dell’indagine statistica sui mutui di regioni, province autonome ed enti locali, ha rilevato una nuova diminuzione dello stock residuo, che al 1° gennaio 2026 era pari a 51,9 miliardi di euro a fronte dei 53,3 miliardi registrati dodici mesi prima. In calo anche lo stock dei prestiti obbligazionari,…

  • Accrual, per i piccoli comuni una prospettiva gattopardesca

    L’art. 12 del D.L. 107/2026 prevede modalità semplificate di redazione dello stato patrimoniale per gli enti di piccole dimensioni che finora non hanno tenuto la contabilità civilistica, demandandone la definizione ad un decreto del MEF.  Tale indicazione sembra andare in continuità con il quadro attuale, nel quale, al di sotto dei 5.000 abitanti, non vi…