Accrual, ecco gli enti sperimentatori (ma mancano le istruzioni)

Con la determina n. 259 del 26 novembre 2024 del Ragioniere Generale dello Stato sono state individuate le amministrazioni pubbliche che dovranno partecipare dal 2025 alla fase pilota prevista dalla Riforma 1.15 del Pnrr sul nuovo sistema di contabilità Accrual. Si tratta della formalizzazione di quanto già previsto dall’art. 10 del D.L. 113/2024, che al…

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Con la determina n. 259 del 26 novembre 2024 del Ragioniere Generale dello Stato sono state individuate le amministrazioni pubbliche che dovranno partecipare dal 2025 alla fase pilota prevista dalla Riforma 1.15 del Pnrr sul nuovo sistema di contabilità Accrual.

Si tratta della formalizzazione di quanto già previsto dall’art. 10 del D.L. 113/2024, che al comma 3 definisce il perimetro della sperimentazione, elencando le amministrazioni sono suddivise per comparti o gruppi omogenei.

Per quanto concerne gli enti territoriali, sono compresi regioni e province autonome, città metropolitane, province e comuni con più di 5.000 abitanti al 1° gennaio 2024. Si tratta di una sperimentazione a tappeto, ben diversa da quella che aveva riguardato il bilancio armonizzato. 

Non risultano ancora adottati, invece, i decreti previsti dal comma 11, attesi anch’essi (come la determina) entro 60 giorni dall’entrata in vigore del D.L. 113. Essi dovrebbero definire le istruzioni di natura procedurale e tecnico contabile in relazione all’utilizzo dei modelli di raccordo fra il piano dei conti di cui alla milestone M1C1-108 e le voci dei principali piani dei conti e modelli contabili vigenti, oltre che alle modalità di erogazione del primo ciclo di formazione di base ed alle modalità di trasmissione telematica degli schemi di bilancio alla Ragioneria Generale dello Stato. 

Di fatto, quindi, al momento gli enti sperimentatori possono fare riferimento solo alla (pure copiosa) documentazione già approvata, ossia Quadro concettuale, Itas e relative linee guida, nonché Piano dei conti multidimensionale.

Si tratta, però, di riferimento ancora molto “alti”, che richiedono di essere trasposti in termini operativi. In particolare, ci si attende che venga prodotto uno schema di passaggio fra l’attuale piano dei conti (D. Lgs. 118/2011) e il nuovo piano dei conti accrual ovviamente a livello di “conti foglia”.

Nelle more, gli enti possono fare ben poco più che studiare i nuovi principi, comparandoli con le regole vigenti ed evidenziando le principali differenze a livello di criteri di valutazione. 

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