Accrual: il rebus dell’adeguamento dei sistemi informativi senza indicazioni operative

Con il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 6 agosto 2025 sono stati definiti i requisiti generali sulla base dei quali le amministrazioni devono avviare una analisi degli interventi di adeguamento dei propri sistemi informativo-contabili, necessari per il recepimento degli standard contabili ITAS. Così recita il portale del Mef dedicato alla fase pilota…

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Con il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 6 agosto 2025 sono stati definiti i requisiti generali sulla base dei quali le amministrazioni devono avviare una analisi degli interventi di adeguamento dei propri sistemi informativo-contabili, necessari per il recepimento degli standard contabili ITAS. Così recita il portale del Mef dedicato alla fase pilota della riforma 1.15 del Pnrr.

Ma in realtà il provvedimento non contiene nessun tipo di indicazione operativa, limitandosi a ribadire alcuni concetti molto (troppo) generali.

In particolare, viene chiarito che, come ovvio, è possibile tanto implementare un unico sistema integrato, quanto definire applicativi separati, interni o esterni, per la gestione dei diversi processi (personale, acquisti, inventari dei beni mobili e immobili, magazzino, tesoreria e qualsiasi altra operazione amministrativa o gestionale che determina scritture contabili).

Altrettanto ovvio è che il sistema informativo debba garantire l’interoperabilità con le banche dati e i sistemi informativi del Mef secondo i protocolli di interoperabilità definiti dalla normativa primaria e secondaria di settore.

Il decreto si premura di precisare che il sistema informativo dovrà garantire l’autonomia delle scritture in contabilità economico-patrimoniale rispetto a quelle in contabilità finanziaria, ove quest’ultima sia prevista a fini autorizzatori, assicurando i necessari collegamenti fra gli eventi contabilmente rilevanti per entrambi i sistemi contabili, in modo da evitare la duplicazione delle informazioni e assicurare il rispetto del principio dell’unicità dell’imputazione

Come farlo? Non viene detto in alcun modo, salvo precisare che i collegamenti fra registrazioni in contabilità economico-patrimoniale e in contabilità finanziaria dovranno essere definiti sulla base della ricognizione dei processi e degli eventi contabili secondo le modalità individuate dai rispettivi ordinamenti contabili, nel rispetto del piano dei conti unico e delle ulteriori classificazioni previste nell’ambito della multidimensionalità.

Sarebbe stato molto più utile fornire delle specifiche che aiutassero a gestire in parallelo due sistemi contabili fra di loro radicalmente diversi. Invece, ci si limita alla solita supercazzola sull’obbligo di scritture in partita doppia “native” (“resta, in ogni caso, escluso l’utilizzo di meccanismi di derivazione delle scritture in contabilità economico-patrimoniale da quelle in contabilità finanziaria”), lasciando onori e soprattutto oneri alle singole amministrazioni. Queste ultime dovranno, quindi, affidarsi in toto alle software houses, pagandone ovviamente i costi. 

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