Accrual, per i piccoli comuni sperimentazione alle calende. 

In diversi convegni, Via XX Settembre ha finalmente chiarito quali saranno le prossime tappe della riforma 1.15 del PNRR. Dopo la chiusura della fase pilota con la trasmissione degli schemi di bilancio elaborati attraverso i modelli di raccordo, dal 2027 (o dal 2028 se la fase pilota verrà prolungata di altri 12 mesi, come pare…

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In diversi convegni, Via XX Settembre ha finalmente chiarito quali saranno le prossime tappe della riforma 1.15 del PNRR. Dopo la chiusura della fase pilota con la trasmissione degli schemi di bilancio elaborati attraverso i modelli di raccordo, dal 2027 (o dal 2028 se la fase pilota verrà prolungata di altri 12 mesi, come pare probabile) dovrebbe partire una fase di sperimentazione dell’accrual, con conseguente, progressivo abbandono della contabilità economico-patrimoniale prevista dall’allegato 4/3 al dlgs 118/2011.

La sperimentazione non dovrebbe coinvolgere, se non eventualmente su base volontaria, gli enti di minori dimensioni, per i quali il traguardo finale sarà ancora più lontano. In pratica, giustamente, il MEF preferisce prima definire l’accrual a regime e poi ragionare sulle forme semplificate per gli enti più piccoli, che comunque saranno coinvolti.

Questa road map dovrebbe essere formalmente definita dall’atto normativo primario (probabilmente un decreto legge) che sarà approvato entro il prossimo 30 giugno. Sarà quasi certamente un provvedimento molto “leggero”, che non toccherà il quadro normativo vigente (per gli enti locali il già citato dlgs 118).

Anche da questo punto di vista, la posizione del MEF è basata sul principio einaudiano “conoscere per deliberare”: sarà la sperimentazione la fase durante la quale si individueranno i correttivi necessari, che saranno inevitabilmente diversi da comparto a comparto.

Questa posizione, ovviamente di buon senso, ha una sola ma evidente controindicazione: per i prossimi anni gli enti coinvolti nella fase pilota dovranno continuare a tenere di fatto tre diverse contabilità (quella finanziaria, quella economica patrimoniale prevista dall’allegato 4/3 e quella accrual). Anzi, quattro considerando il piano annuale dei flussi di cassa.

Decisamente too much perché gli uffici possano dedicarsi seriamente anche all’accrual. Il rischio è che la partita sia ancora una volta delegata in toto alle software houses, che ormai in diversi contesti sono padrone delle ragionerie. 

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