Accrual, si naviga a vista

Con il dl Infrastrutture il Governo adempie all’ultimo impegno assunto nei confronti dell’Europa rispetto alla riforma 1.15 del PNRR, finalizzata ad introdurre un unico sistema contabile di tipo economico-patrimoniale per tutta la PA. La milestone M1C1-118, in effetti, prevede entro il 30 giugno l’entrata in vigore di un atto legislativo che stabilisca una roadmap per…

Data

Con il dl Infrastrutture il Governo adempie all’ultimo impegno assunto nei confronti dell’Europa rispetto alla riforma 1.15 del PNRR, finalizzata ad introdurre un unico sistema contabile di tipo economico-patrimoniale per tutta la PA.

La milestone M1C1-118, in effetti, prevede entro il 30 giugno l’entrata in vigore di un atto legislativo che stabilisca una roadmap per la progressiva introduzione a regime del quadro concettuale, degli standard ITAS e del piano dei conti multidimensionale. È stato quindi scelto l’ultimo treno disponibile, in barba all’omogeneità di contenuto che dovrebbe caratterizzare la decretazione d’urgenza.

Il provvedimento non aggiunge molto a quanto già si poteva desumere dalle indicazioni finora fornite dalla Struttura di governance costituita presso il MEF. Si conferma che la nuova architettura dovrà essere applicata entro l’esercizio finanziario di competenza 2030 e a decorrere dal medesimo per la predisposizione della rendicontazione economica, patrimoniale e finanziaria della gestione.

A decorrere dall’esercizio finanziario 2026 e fino a quello antecedente a quello di adozione del nuovo sistema, le amministrazioni dovranno elaborare in via sperimentale, gli schemi di bilancio secondo le modalità disciplinate dall’articolo 1 del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 23 dicembre 2024, ossia utilizzando i modelli di raccordo adottati con la determina 129/2025 del Ragioniere generale dello Stato, che saranno aggiornati sulla base degli esiti della sperimentazione.

Con uno o più decreti dello stesso MEF, per le amministrazioni che, in base alla normativa vigente, adottano un medesimo quadro di principi e regole contabili, potranno essere definiti programmi di sperimentazione specifici rivolti anche a un sottoinsieme di enti rappresentativi del comparto di riferimento. Ciò vale in particolare per gli enti territoriali, per i quali si prevede che, entro il 30 giugno 2027 un decreto del Ministero dell’economia e delle finanze adottato di concerto con la Presidenza del Consiglio e il Ministero dell’interno e su proposta della Commissione per l’armonizzazione contabile (Arconet) individui gli enti coinvolti in modo da tenere conto della collocazione geografica e della dimensione demografica.

La sperimentazione dovrà adattarsi alle specificità del comparto e potrà derogare alle regole del TUEL e del dlgs 118/2011. Ciò, si ritiene, potrebbe portare ad eliminare, almeno nel drappello di amministrazioni scelte, il doppione fra gli schemi di bilancio accrual e quelli predisposti secondo le regole vigenti.

Tutti gli altri, invece, dovranno continuare ad elaborare in via sperimentale, gli schemi di bilancio utilizzando i modelli di raccordo adottati con la determina 129/2025 del Ragioniere generale dello Stato, che saranno aggiornati sulla base degli esiti della sperimentazione e quindi di fatto a tenere tre contabilità diverse (finanziaria, economico patrimoniale 118 e accrual).

Sempre il decreto del MEF dovrà anche stabilire modalità semplificate di redazione dello stato patrimoniale per gli enti di piccole dimensioni che finora non hanno tenuto la contabilità civilistica. Tale indicazione sembra andare in continuità con il quadro attuale, nel quale, al di sotto dei 5.000 abitanti, non vi è l’obbligo di redigere un conto economico ma solo, appunto, un conto del patrimonio light. Ciò, di fatto, significa che anche il nuovo linguaggio contabile escluderà in gran parte i mini enti.

Sarà comunque necessario adeguare gli inventari delle immobilizzazioni materiali e immateriali, delle partecipazioni e delle rimanenze di magazzino; ed effettuare una ricognizione completa delle partite creditorie e debitorie. Laddove, invece, l’accrual si applicherà in modo pieno occorrerà anche individuare una struttura responsabile del coordinamento e della gestione della transizione e adeguare, assicurando il rispetto del principio dell’unicità di imputazione, i sistemi informativi e gestionali.

Si interviene, infine, anche sulla formazione, attraverso la definizione di un piano almeno triennale, basato, prioritariamente, sull’offerta formativa erogata dalla Scuola nazionale dell’Amministrazione (SNA).

Nessun cenno al rapporto fra contabilità economico-patrimoniale e contabilità finanziaria, anche se ormai sappiamo che verrà mantenuto il doppio binario con la seconda come sistema principale, mentre continua a non essere chiaro che valore avrà la prima. Insomma, chi si aspettava un percorso chiaro è rimasto deluso: si continua a navigare a vista.

Leggi anche

Articoli correlati selezionati per te

  • Continua a calare il debito degli enti territoriali 

    La Ragioneria generale dello Stato, nell’ultimo aggiornamento dell’indagine statistica sui mutui di regioni, province autonome ed enti locali, ha rilevato una nuova diminuzione dello stock residuo, che al 1° gennaio 2026 era pari a 51,9 miliardi di euro a fronte dei 53,3 miliardi registrati dodici mesi prima. In calo anche lo stock dei prestiti obbligazionari,…

  • Continua a calare il debito degli enti territoriali 

    La Ragioneria generale dello Stato, nell’ultimo aggiornamento dell’indagine statistica sui mutui di regioni, province autonome ed enti locali, ha rilevato una nuova diminuzione dello stock residuo, che al 1° gennaio 2026 era pari a 51,9 miliardi di euro a fronte dei 53,3 miliardi registrati dodici mesi prima. In calo anche lo stock dei prestiti obbligazionari,…

  • Accrual, per i piccoli comuni una prospettiva gattopardesca

    L’art. 12 del D.L. 107/2026 prevede modalità semplificate di redazione dello stato patrimoniale per gli enti di piccole dimensioni che finora non hanno tenuto la contabilità civilistica, demandandone la definizione ad un decreto del MEF.  Tale indicazione sembra andare in continuità con il quadro attuale, nel quale, al di sotto dei 5.000 abitanti, non vi…