In attesa della pubblicazione delle istruzioni operativi ministeriali, la fase pilota della contabilità accrual è iniziata. L’esercizio 2025, infatti, il primo che dovrà essere rendicontato (anche) con questa modalità, come prevede l’art. 10 del D.L. 113/2024.
Come possono operare gli enti locali in questa fase? Come abbiamo più volte evidenziato, la difficoltà principale risiede nell’irrisolto rapporto dell’accrual con la contabilità finanziaria.
Mentre nel sistema del D. Lgs. 118/2011 la contabilità economico-patrimoniale si configura come derivata da quella principale attraverso la matrice di correlazione (per cui le scritture in partita doppia sono innescate da accertamenti, impegni e liquidazioni), in accrual occorre generare scritture in partita doppia “native”.
Attualmente, però, tale obiettivo è irraggiungibile, perché in mancanza delle predette istruzioni non è stato possibile adeguare i software gestionali, che difficilmente saranno aggiornati a breve.
In un simile contesto, sembra inevitabile che anche l’accrual, almeno per il primo anno, venga ricavata dalla finanziaria, operando poi le opportune rettifiche in sede di assestamento finale. A tal fine, gli enti dovranno procedere alle attività propedeutiche alla predisposizione del primo rendiconto accrual (ad esempio, distinguendo tra patrimonio disponibile/indisponibile/demanio, operando la valorizzazione delle poste dell’attivo e del passivo patrimoniale in linea con i nuovi principi ecc).
Più avanti, quado il quadro sarà più chiaro, si potrà intervenire sull’architettura gestionale e prevedere nuovi strumenti per la registrazione contabile di fasi di processo che oggi non impattano sul bilancio. Si pensi, ad esempio, al ricevimento delle prestazioni negli acquisiti di beni e servizi. Tale momento, in base alle regole accrual, è quello che fa scattare la rilevazione del costo (e non il ricevimento della fattura). Si tratta di una informazione che, peraltro, è utile anche in ottica di gestione finanziaria, in particolare per il riaccertamento dei residui.
Uscendo dall’esempio, è evidente che si tratta di procedere ad una mappatura dei processi, sia organizzativa che informatica, con uno sforzo notevole in termini di risorse umane e finanziarie, che graverà interamente sugli enti.
