L’avvio della fase operativa dell’accrual pasa attraverso due diversi ordini di attività: da un lato, la riclassificazione delle voci economiche e patrimoniali, dall’altra la loro rettifica ed integrazione alla luce dei nuovi standard contabili.
Alcuni interventi sono effettuati direttamente dai modelli di raccordo. La valorizzazione della Colonna H del Foglio n. 1 determina, in automatico, l’elaborazione del Piano dei conti unico al 2025 (Foglio n. 2), attraverso una serie di interventi automatici di riclassificazione e rettifiche disposti in applicazione degli ITAS, quali:
− la riclassificazione in “trasferimenti per compartecipazioni, devoluzione e perequazione di tributi” dei tributi devoluti e compartecipati e dei proventi da compartecipazioni da tributi;
− la riclassificazione dei crediti e dei debiti in “correnti” e “non correnti”, in considerazione della natura degli stessi;
− l’eliminazione degli effetti dei costi di ricerca e sviluppo, dei costi di pubblicità e della manutenzione straordinaria su beni di terzi in locazione capitalizzati nei precedenti esercizi;
− l’eliminazione degli effetti sul patrimonio degli elementi del passivo riguardanti i risconti attivi e passivi pluriennali;
− l’eliminazione degli effetti economici dei proventi riguardanti “quote annuali di contributi agli investimenti”;
− eliminazione degli effetti economici degli oneri per ammortamenti su beni di terzi in locazione.
A seguito delle riclassificazioni e delle rettifiche automatiche, nel piano dei conti unico (Foglio n. 2) sono “automaticamente” rideterminati i valori del risultato economico e del patrimonio netto.
In altri casi, invece, occorre agire manualmente intervenendo sul foglio 2. Gli interventi manuali possono in primo luogo essere legati ad esigenze di riclassificazione necessari per correggere gli automatismi nei casi in cui le voci del Segmento A del Piano dei conti unico sono più articolate di quelle del piano dei conti di cui all’allegato n. 6 al dlgs 118/2011: in tali casi il raccordo collega la voce del piano dei conti dell’allegato n. 6 ad una sola voce del Piano dei conti unico, sulla base del criterio della prevalenza, e gli enti potranno apportare eventuali rettifiche a tale unica voce nel Foglio n. 2, riallocando gli importi alle altre voci del Piano dei conti unico sulla base delle informazioni disponibili.
Vi sono, inoltre, dei casi in cui la classificazione da dlgs 118 non trovano corrispondenza nel piano dei conti unico (sono le voci in corrispondenza delle quali nel foglio 1, si trovano le celle annerite).
In secondo luogo, gli interventi manuali possono essere finalizzate ad attribuire un diverso valore sulla base di nuovi criteri ITAS (ad esempio, un’immobilizzazione finora valutata a costo storico per la quale si ricorre ad altro criterio 9.
