A parere di chi scrive, il vero nodo da scogliere nell’ambito del dibattito (un po’ lunare) sulla contabilità accrual è il seguente: come dialogherà questo sistema con la contabilità finanziaria? I
l tema vero è questo e le posizioni possono riassumersi in tre diversi orientamenti: 1) la contabilità finanziaria rimarrà il sistema principale, con valenza autorizzatoria (come peraltro imposto dalla Costituzione) e l’accrual continuerà ad essere un sistema derivato. Questa è la posizione espressa dalla Commissione Arconet, secondo cui l’accrual altro non sarà che un perfezionamento della contabilità economico-patrimoniale già prevista dal D. Lgs. 118/2011. È bene chiarire che, sebbene si tratti di due sistemi paralleli, il secondo di fatto deriva dal primo perché le registrazioni contabili sono comandate dalla finanziaria (accertamenti, impegni e liquidazioni.
2) L’accrual soppianterà la contabilità finanziaria, che sarebbe destinata a sparire. Si tratta di uno scenario estremo e ad avviso dello scrivente di difficile realizzazione.
3) L’accrual continuerà ad essere un sistema parallelo ma non più derivato, bensì autonomo. Questo è lo scenario più gettonato dai commentatori, secondo cui si dovrà abbandonare la matrice di correlazione e gestire due sistemi paralleli. In tal caso, resta da capire come l’uno e l’altro potranno convivere.
Un esempio può chiarire. Pensiamo alle transazioni da cui non derivano flussi di cassa: oggi, nello scenario 1), esse devono essere registrate in finanziaria per “attuare pienamente il contenuto autorizzatorio degli stanziamenti di previsione”. La registrazione effettuata attraverso le regolarizzazioni contabili, costituite da impegni cui corrispondono accertamenti di pari importo e da mandati versati in quietanza di entrata nel bilancio dell’amministrazione stessa. Nello scenario 3) questo modus operandi non avrebbe alcun senso, perché ogni sistema deve rilevare ciò che è coerente con le proprie caratteristiche.
Con l’accrual lo scenario sarà l’1) o il 3)? Chissà se qualcuno risponderà a questa semplice domanda.
