Gianni Trovati su Il Sole 24Ore informa che sono oltre 500 gli enti locali che al momento non hanno caricato sulla Bdap (Banca dati delle amministrazioni pubbliche) il bilancio di previsione 2023-2025.
Tenendo conto che tale adempimento deve essere espletato entro 30 giorni dall’approvazione del preventivo e che, in base all’ultima proroga, quest’ultimo doveva essere licenziato entro il 15 settembre, è verosimile che molti di quegli enti non abbiano chiuso il documento.
Il che conferma che, al di là di quanto velleitariamente previsto dal D.M. 25/7/2023, nei casi patologici di ritardo quest’ultimo ha cause sostanziali, come peraltro conferma la geografia degli enti inadempienti, in gran parte collocati al Sud.
E non è casuale che lo stesso legislatore ne abbia preso atto nella disciplina delle conseguenze della mancata approvazione del bilancio. L’articolo 16, comma 9-bis, del D.L. 115/2022 ha modificato l’articolo 151 del Tuel, prevedendo che, in caso di mancata approvazione del preventivo, il rendiconto della gestione relativo al relativo esercizio è approvato indicando, alle voci riguardanti le previsioni definitive di competenza, gli importi delle previsioni definitive del bilancio provvisorio, gestito nel corso dell’esercizio ai sensi dell’articolo 163, comma 1. In tal caso, ferma restando la disciplina prevista dall’articolo 141 del Tuel, l’approvazione del rendiconto determina il venir meno dell’obbligo di deliberare il bilancio di previsione dell’esercizio cui il rendiconto si riferisce.
In pratica, quindi, è stato sancito per legge che la mancata approvazione del bilancio può essere sanata dall’approvazione rendiconto e che quindi non è più necessaria l’aberrante approvazione di un preventivo ad esercizio chiuso.
Il che certamente fa un po’ a pugni, almeno a livello di principi, con la tanto declamata centralità del bilancio (e prima ancora del Dup) nel sistema di programmazione degli enti locali. Ma è evidente che non ci sono altre soluzioni, se non quella di intervenire in radice sulle patologie, senza limitarsi a curare i sintomi prevedendo bilanci tecnici e scadenze.
