Caro materiali e fondi compensativi

Le stazioni appaltanti alle prese con la revisione dei quadri economici di opere lievitati a causa dell’impennata (oggi fortunatamente in fase di rallentamento) dei costi dei materiali possono contare su due diversi forme di sostegno statale: da un parte il fondo opere indifferibili gestito dal mef, dall’altra i fondi del Mit. Il fondo opere indifferibili…

Data

Le stazioni appaltanti alle prese con la revisione dei quadri economici di opere lievitati a causa dell’impennata (oggi fortunatamente in fase di rallentamento) dei costi dei materiali possono contare su due diversi forme di sostegno statale: da un parte il fondo opere indifferibili gestito dal mef, dall’altra i fondi del Mit.

Il fondo opere indifferibili riguarda gli interventi finanziati dallo Stato (in primis, quelli a valere sul PNRR) e prevede, per il 2023, due finestre di accesso semestrali e due diversi meccanismi di riparto: in prima battuta (c.d. procedura accelerata), in ogni semestre, è possibile usufruire di una pre-assegnazione forfetaria nella misura del 10% del contributo. Se non basta, è possibile attivare la c.d. procedura ordinaria quantificando in modo analitico il proprio fabbisogno aggiuntivo. Al momento, è stata espletata la procedura accelerata ed è in corso la procedura ordinaria relative al primo semestre, che riguarda tutti i lavori da affidare entro il prossimo 20 giugno. Poi si aprirà la finestra del secondo semestre.

I fondi del Mit riguardano tutti gli appalti di lavori e accordi quadro (anche non finanziati dallo Stato) con scadenza delle offerte scaduta entro il 31 dicembre 2021 e gli interventi aggiudicati sulla base di offerte con termine finale di presentazione compreso tra il 1° gennaio 2022 e il 31 dicembre 2022 che non abbiano beneficiato del fondo per le opere indifferibili. In questo modo, potranno essere recuperati anche gli interventi che sono rimasti fuori dalle precedenti assegnazioni, in particolare gli interventi andati a gara dopo il 31 dicembre 2022 (già coperti dai precedenti riparti) ma prima del 18 maggio 2022, data di entrata in vigore del D.L. 50/2022 e che ha rappresentato lo spartiacque per beneficiare del fondo opere indifferibili. 

In tal caso, l’istanza potrà essere presentata durante le seguenti finestre temporali: 

– I finestra temporale: dal 1° aprile 2023 al 30 aprile 2023; 

– II finestra temporale: dal 1° luglio 2023 al 31 luglio 2023; 

 – III finestra temporale: dal 1° ottobre 2023 al 31 ottobre 2023; 

– IV finestra temporale: dal 1° gennaio 2024 al 31 gennaio 2024.

Leggi anche

Articoli correlati selezionati per te

  • Continua a calare il debito degli enti territoriali 

    La Ragioneria generale dello Stato, nell’ultimo aggiornamento dell’indagine statistica sui mutui di regioni, province autonome ed enti locali, ha rilevato una nuova diminuzione dello stock residuo, che al 1° gennaio 2026 era pari a 51,9 miliardi di euro a fronte dei 53,3 miliardi registrati dodici mesi prima. In calo anche lo stock dei prestiti obbligazionari,…

  • Continua a calare il debito degli enti territoriali 

    La Ragioneria generale dello Stato, nell’ultimo aggiornamento dell’indagine statistica sui mutui di regioni, province autonome ed enti locali, ha rilevato una nuova diminuzione dello stock residuo, che al 1° gennaio 2026 era pari a 51,9 miliardi di euro a fronte dei 53,3 miliardi registrati dodici mesi prima. In calo anche lo stock dei prestiti obbligazionari,…

  • Accrual, per i piccoli comuni una prospettiva gattopardesca

    L’art. 12 del D.L. 107/2026 prevede modalità semplificate di redazione dello stato patrimoniale per gli enti di piccole dimensioni che finora non hanno tenuto la contabilità civilistica, demandandone la definizione ad un decreto del MEF.  Tale indicazione sembra andare in continuità con il quadro attuale, nel quale, al di sotto dei 5.000 abitanti, non vi…