Da Cdp uno strumento a sostegno degli attuatori Pnrr. Purtroppo oneroso.

Cassa Depositi e prestiti sta per lanciare una linea di finanziamento  aperta a comuni, province, città metropolitane ed enti pubblici non territoriali impegnati nella realizzazione di investimenti Pnrr. Questi ultimi potranno attivare prestiti  fino a un massimo del 30% del contributo assegnato, con un ruolo complementare rispetto agli strumenti esistenti per il sostegno agli enti…

Data

Cassa Depositi e prestiti sta per lanciare una linea di finanziamento  aperta a comuni, province, città metropolitane ed enti pubblici non territoriali impegnati nella realizzazione di investimenti Pnrr.

Questi ultimi potranno attivare prestiti  fino a un massimo del 30% del contributo assegnato, con un ruolo complementare rispetto agli strumenti esistenti per il sostegno agli enti al fine di far fronte alle esigenze di liquidità legate alla realizzazione di tali investimenti. Le risorse potranno essere erogate fino al 31 dicembre 2026, in base ai documenti che attestino la spesa come, per esempio, gli stati di avanzamento dei lavori, e dovranno essere restituite senza oneri aggiuntivi in seguito alla rendicontazione e all’ottenimento del contributo Pnrr-Pnc.

Tutto bello se non fosse che si tratterà di uno strumento non gratuito, bensì regolato a tasso variabile. In altri termini, i soggetti attuatori, anziché ricevere la liquidità dall’ente finanziatore, dovrebbero anticiparla pagandoci anche gli interessi e quindi con effetti ulteriori di irrigidimento della spesa corrente.

Il tema è più generale, perché quasi tutti gli investimenti Pnrr avranno questo effetto con risultati ancora non sufficientemente investigati. Le decine di migliaia di fabbricati ristrutturati dovranno essere manutenuti e tenuti in vita e in pochissimi casi il Piano ha pensato a come farlo.

Misure come quella di Cdp rischiano di accentuare queste difficoltà anticipando,e già alla fase realizzativa. Il rischio è che non si tratti esattamente di un buon affare, né nel breve che nel medio-lungo periodo.

Leggi anche

Articoli correlati selezionati per te

  • Continua a calare il debito degli enti territoriali 

    La Ragioneria generale dello Stato, nell’ultimo aggiornamento dell’indagine statistica sui mutui di regioni, province autonome ed enti locali, ha rilevato una nuova diminuzione dello stock residuo, che al 1° gennaio 2026 era pari a 51,9 miliardi di euro a fronte dei 53,3 miliardi registrati dodici mesi prima. In calo anche lo stock dei prestiti obbligazionari,…

  • Continua a calare il debito degli enti territoriali 

    La Ragioneria generale dello Stato, nell’ultimo aggiornamento dell’indagine statistica sui mutui di regioni, province autonome ed enti locali, ha rilevato una nuova diminuzione dello stock residuo, che al 1° gennaio 2026 era pari a 51,9 miliardi di euro a fronte dei 53,3 miliardi registrati dodici mesi prima. In calo anche lo stock dei prestiti obbligazionari,…

  • Accrual, per i piccoli comuni una prospettiva gattopardesca

    L’art. 12 del D.L. 107/2026 prevede modalità semplificate di redazione dello stato patrimoniale per gli enti di piccole dimensioni che finora non hanno tenuto la contabilità civilistica, demandandone la definizione ad un decreto del MEF.  Tale indicazione sembra andare in continuità con il quadro attuale, nel quale, al di sotto dei 5.000 abitanti, non vi…