Fabbisogni standard: questionari da trasmettere entro il 13 luglio

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 110 del 14 maggio 2025dei decreti del Ragioniere generale dello Stato del 2 maggio 2025 nn. 25A02836 e 25A02837 è scattato il conto alla rovescia per la compilazione e l’invio dei questionari sulla rilevazione dei fabbisogni standard. L’adempimento riguarda sia i Comuni, le Unioni e le Comunità montane…

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Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 110 del 14 maggio 2025dei decreti del Ragioniere generale dello Stato del 2 maggio 2025 nn. 25A02836 e 25A02837 è scattato il conto alla rovescia per la compilazione e l’invio dei questionari sulla rilevazione dei fabbisogni standard.

L’adempimento riguarda sia i Comuni, le Unioni e le Comunità montane (questionario unico FC90U riferito all’annualità 2023) sia le Province e le Città metropolitane (questionario unico FP30U, anch’esso relativo al 2023). Gli enti hanno 60 giorni per provvedere, per cui la scadenza è fissata per il 13 luglio 2025Ricordiamo che il mancato rispetto del termine comporta l’applicazione della sanzione del blocco delle erogazioni dei trasferimenti agli enti inadempienti, che rimarrà in vigore fino all’avvenuto adempimento.

Il questionario ha l’obiettivo di cogliere la reale spesa sostenuta dall’ente per lo svolgimento delle funzioni e di quantificare laddove necessario il livello dei servizi erogati. Per le sole città metropolitane e province montane, il questionario raccoglie altresì ulteriori elementi utili ai fini della quantificazione delle funzioni loro attribuite secondo quanto stabilito ai sensi della L. 56/2014. 

In effetti, i fabbisogni standard dovrebbero servire a plasmare il sistema di finanziamento degli enti locali, che però continua ad essere regolato da variabili esogene che nulla hanno a che fare con tali parametri. 

In altri termini, oggi il sistema non garantisce la copertura piena dei fabbisogni standard, che al più ne rappresentano una delle leve perequative applicate però a stock di risorse predefiniti. Pensiamo, per fare l’esempio più semplice, al fondo di solidarietà comunale: la sua dimensione è per così dire “data” e i fabbisogni standard, combinati con le capacità fiscali, servono a orientarne la distribuzione. 

L’utilità della rilevazione è da misurare con questa consapevolezza e forse anche le sanzioni andrebbero calibrate nello stesso modo, invece di prevedere strumenti draconiani. 

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