Come comunicato dal Ministero dell’Interno, al fine di facilitare la programmazione e la gestione del bilancio di previsione degli enti per il corrente esercizio finanziario, sono stati definiti gli importi dei fondi vincolati allo sviluppo dei servizi sociali, al potenziamento degli asili nido e al trasporto degli studenti con disabilità.
Si tratta di risorse che per il 2026 superano complessivamente i 990 milioni di euro, ma con un trend crescente già previsto per i prossimi anni. Esse erano incorporate nel Fondo di solidarietà comunale, mentre adesso sono confluite nel nuovo Fondo speciale per l’equità del livello dei servizi. Le assegnazioni sono disponibili alla pagina web delle banche dati degli enti locali e sono visualizzabili con le consuete modalità.
La nuova collocazione dei fondi impone anche una revisione della loro classificazione a bilancio: il FELS, quindi, è da inserire al Titolo II dell’entrata, mentre l’allocazione del fondo di solidarietà comunale (che deve essere contabilizzato al netto delle stesse quote vincolate) continua ad essere al titolo I.
Le regole operative sono diverse per ciascuna quota. Nel caso dei servizi sociali, il vincolo è più stringente per gli enti sotto obiettivo, mentre per i nidi rimane l’obiettivo del 33% di copertura per la fascia 3-36 mesi In tal caso, ci sono diverse opzioni a disposizione.
Nelle faq diffuse dalla SOSE si precisa che l’ente locale potrà potenziare il servizio nei seguenti modi: 1) ampliando la disponibilità del servizio negli asili nido comunali (nuove strutture o attivazione di posti inutilizzati), in gestione diretta o esternalizzata; 2) ricorrendo a convenzioni con gli asili nido privati, con riserva di nuovi posti; 3) trasferendo le risorse aggiuntive assegnate all’ambito territoriale di riferimento o ad altra forma associata con vincolo di nuovi utenti; 4) trasferendo le risorse aggiuntive assegnate in base ad accordi con comuni vicini che svolgono il servizio di asilo nido, con riserva di nuovi posti; 5) trasferendo le risorse aggiuntive assegnate alle famiglie con voucher/contributi per fruire del servizio di asilo nido sul territorio; 6) altre modalità autonomamente determinate comunque riconducibili ai servizi educativi per l’infanzia di cui all’articolo 2, comma 3, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65 (ad esempio servizi educativi in contesto domiciliare).
Sempre SOSE ha chiarito che possono essere rendicontate spese di allestimento (esempio materiali e arredamento). Ciò che conta, è che la scelta si inserisca in una strategia e non sia dettata semplicemente dalla necessità di spendere i soldi purchessia.
In questo ambito, il confronto e la concertazione a livello territoriale sono ancora più decisivi, visto che molte regioni hanno varato proprie misure a favore delle famiglie, per cui è necessario che vi sia un coordinamento che consenta di evitare sovrapposizioni.
Infine, per gli studenti disabili la vera novità risiede nell’aggiornamento dei dati del Ministero dell’Istruzione, che sono stati allineati al biennio 2022-2024, con l’obiettivo di arrivare ad un riparto più realistici.
Ricordiamo che l’utilizzo di queste disponibilità è monitorato attraverso un sistema di certificazione disciplinato dal dm 6 giugno 2024, il quale prevede che, in caso mancato raggiungimento degli obiettivi e/o LEP (livelli essenziali delle prestazioni) assegnati, scatti una procedura di commissariamento che comporta, in prima battuta, la nomina dei primi cittadini (senza oneri di finanza pubblica) e successivamente di un commissario prefettizio.
La procedura in sé non ha una valenza sanzionatoria, ma di stimolo ed accompagnamento all’adempimento. Colpisce, tuttavia, l’elevato numero di amministrazioni coinvolte (quasi una su due nel 2024, quando il fenomeno ha interessato circa 3600 enti), a riprova dell’elevata difficoltà di messa a terra di queste risorse, specie nelle realtà medie e piccole. Il che dovrebbe forse suggerire qualche ulteriore riflessione sulla corretta impostazione del meccanismo e comunque l’elaborazione di strategie di livello sovracomunale per ottimizzarne il funzionamento.
Altrimenti il rischio che restino in gran parte congelate è molto concreto e rappresenta uno scenario davvero paradossale in un contesto nel quale la fase di risorse per il sociale è enorme.
