Il fondo opere indifferibili (foi) indifferibili nasce (con il D.L. 50/2022) per fronteggiare gli aumenti eccezionali dei prezzi dei materiali da costruzione, nonché dei carburanti e dei prodotti energetici, registrati a seguito dell’aggiornamento, per l’anno 2023, dei prezzari regionali e in relazione alle procedure di affidamento delle opere pubbliche avviate dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023, anche tramite accordi quadro ovvero affidate a contraente generale.
La gestione del foi è stata molto complessa, sia in fase di realizzazione degli interventi che in fase di rendicontazione. L’ultima tappa di questa lunga vicenda è arrivata con il D.L. 95/2025, che all’art. 1, comma 3-bis offre un’ultima possibilità di regolarizzazione agli enti che non hanno adeguato le corrette voci dei quadri economici.
Una delle condizioni procedurali previste dalla disciplina del foi era quella di aggiornare la voce “lavori”, sulla base dell’applicazione dei prezzari regionali vigenti al momento della pubblicazione del bando di gara. Per chi non ha adempiuto a tale obbligo il legislatore è intervenuto chiarendo che il contributo può essere mantenuto, fino all’80% dell’assegnazione, a condizione che appunto venga seguita una procedura di regolarizzazione. Quest’ultima è da svolgersi su Regis, nell’apposita tile dedicata “Procedura di rideterminazione – Soggetto attuatore” entro e non oltre il 20/11/2025.
Come recita la norma, per gli enti inadempienti all’obbligo di aggiornamento del quadro economico posto a base di gara e per i quali non si provveda, nelle scadenze previste, alla richiesta di rideterminazione, si provvederà con successivo provvedimento ministeriale alla revoca dell’assegnazione del contributo foi assegnato.
Il rischio pertanto è quello di perdere parte del finanziamento, trovandosi a dover coprire la differenza mediante la procedura di riconoscimento di debiti fuori bilancio. Si segnala, peraltro, che una parte elle risorse (il 20%) andrà comunque perso, per cui gli enti coinvolti dovranno necessariamente reperire nuove coperture finanziarie.
Occorre però anche tenere conto che sul foi saranno probabilmente svolti controlli a campione al fine di verificarne l’effettiva spettanza. Esso infatti poteva coprire solo il fabbisogno di spesa al netto delle seguenti voci:
• rimodulazione delle somme a disposizione indicate nel quadro economico dell’intervento in misura non inferiore al 10% ovvero, con specifico riguardo alle somme indicate alla voce “imprevisti” del quadro economico, l’utilizzo in misura non inferiore al 30 del loro importo complessivo, fatta salva la presenza di motivi ostativi, convalidati dall’amministrazione titolare;
• disponibilità di somme da altri interventi ultimati di competenza delle medesime stazioni appaltanti, e per i quali siano stati eseguiti i relativi collaudi o emessi i certificati di regolare esecuzione, nel rispetto delle procedure contabili della spesa e nei limiti della residua spesa autorizzata disponibile.
Si suggerisce, quindi, ai beneficiari del foi di svolgere una verifica approfondita al fine di evidenziare eventuali criticità che potrebbero portare alla luce dei debiti fuori bilancio.
