Francesco Bruno su Il quotidiano Enti locali del Sole24 e Luigi Oliveri su queste colonne hanno stigmatizzato le complicazioni e finanche i costi per la finanza pubblica derivanti dalla presunta necessità, per gli enti locali che vorranno beneficiare della proroga del termine di approvazione del bilancio di previsione 2024-2026 senza andare in gestione provvisoria, di farsi autorizzare l’esercizio provvisorio dall’organo consiliare.
Sappiamo che si tratta di una conseguenza derivante dal D.M. 25/07/2023, che al riguardo peraltro detta una disciplina tutt’altro che chiara e precisa, utilizzando espressioni vaghe come “adottare” e “valutare”.
Ma, anche convenendo sul tale lettura della norma e considerandola operativa, si tratterebbe davvero di un passaggio inutile, di un aggravamento e di uno spreco di risorse? Da anni assistiamo tutti alla inveterata abitudine di rinviare all’anno nuovo quello che si potrebbe tranquillamente fare nel vecchio e che in effetti moltissimi enti fanno: ossia approvare un bilancio “preventivo”, che come tale non richiede una precisione millimetrica nella costruzione degli stanziamenti, ma semplicemente che siano attendibili.
Le motivazioni sulla base delle quali viene giustificato il differimento sono spesso pretestuose (Bruno nel suo articolo cita persino il “ripristinato patto di stabilità interno”, che ad oggi non risulta essere stato disposto per fortuna) e comunque quasi sempre superabili da valutazioni e stime.
Se questo è il quadro, pare assolutamente naturale e direi anche virtuoso che la decisione di non approvare il documento contabile sia assunta dall’organo di indirizzo e di controllo politico – amministrativo, senza essere rimessa all’arbitrio della giunta, del sindaco o del ragioniere (o chi ne fa le veci).
Anche perché non si tratta di una scelta priva di conseguenze pratico-operative: andare in esercizio provvisorio significa condannare l’ente a gestire il bilancio in dodicesimi, a non poter impegnare spesa per investimenti, a non poter contrarre mutui. E se questa ratifica ha un costo (e certamente lo ha), sono certamente soldi spesi meglio di quelli di tanti altri adempimenti inutili che impegnano comunque i consigli.
