La chimera della semplificazione contabile: il caso del fpv

Se qualcuno sperava che l’accrual potesse avere almeno l’effetto benefico di semplificare la contabilità finanziaria dovrà rapidamente ricredersi.  Per rendersene conto basta leggere il ventesimo correttivo al dlgs 118/2011 appena licenziato dalla Commissione Arconet ed in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Il provvedimento aggiunge, anziché togliere. E prevede nuovi obblighi rispetto ad istituti che…

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Se qualcuno sperava che l’accrual potesse avere almeno l’effetto benefico di semplificare la contabilità finanziaria dovrà rapidamente ricredersi. 

Per rendersene conto basta leggere il ventesimo correttivo al dlgs 118/2011 appena licenziato dalla Commissione Arconet ed in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Il provvedimento aggiunge, anziché togliere. E prevede nuovi obblighi rispetto ad istituti che invece occorrerebbe alleggerire, se non addirittura abolire. 

Un esempio? Il fondo pluriennale vincolato. Nato per tenere insieme il formale rispetto del principio della competenza finanziaria potenziata e l’esigenza di garantire la piena copertura delle spese pluriennali finanziate da entrate ad esigibilità immediata, esso è divenuto quasi ovunque un coacervo difficilmente gestibile, anche sul piano informatico e specialmente nella fase che intercorre fra la presentazione del bilancio di previsione e la chiusura del riaccertamento dei residui. 

Da qui la prassi, diffusa ma stigmatizzata dalla magistratura contabile, di valorizzare il fpv a bilancio solo dopo la chiusura del rendiconto. 

Sul punto interviene il decreto appena licenziato da Arconet, il quale, prendendo atto di tali difficoltà, dispone che gli enti, a preventivo (e segnatamente per costruire le previsioni di cassa) possano basarsi su un dato stimato. Precisamente, si dispone che “Se il sistema informativo contabile non consente di gestire il fondo pluriennale vincolato in previsione, gli enti fanno riferimento ad una stima dell’importo complessivo del fondo pluriennale vincolato iscritto in spesa, indicata nella nota integrativa allegata al bilancio di previsione” Sempre in nota integrativa occorrerà specificare i “tempi di adeguamento, non oltre l’esercizio 2028, del sistema informativo contabile al principio della competenza finanziaria potenziata”. 

In pratica, si pone un obbligo di adeguare i gestionali in modo da automatizzare il processo. Al riguardo, si deve però osservare che tale previsione, che certamente comporterà nuovi costi a carico dei bilanci, non pare in grado di risolvere le problematiche congenite del fpv. 

Quest’ultimo, infatti, risulta esposto (in spesa) per missioni e programmi, mentre andrebbe spacchettato per progetti. Solo così esso potrebbe evidenziare, come nelle intenzioni di chi lo ha concepito, “la distanza temporale che intercorre tra l’acquisizione dei finanziamenti e il loro effettivo utilizzo”. Finalità che è oggi è fuori portata per tutti, anche per chi tiene perfettamente i conti. 

Difficile desumere dai dati del fpv informazioni intelligibili sulle opere avviate, su quelle il cui iter è rispettoso del cronoprogramma e su quelli in ritardo. In questo quadro, continuare ad insistere sul fpv come se fosse utile e anzi accusare gli enti di scarsa capacità di gestirlo rischia di essere un errore. 

Probabilmente avrebbe più senso pensare a come superarlo, magari tornando al precedente sistema della conservazione dei residui (che almeno hanno il pregio di essere più analitici), lasciando ad altri sistemi contabili (magari l’accrual) il compito di delineare l’effettiva dimensione debitoria di ciascuna amministrazione (che sarebbe forse gonfiata se si esponessero come passività gli impegni futuri). 

Del resto, proprio la riforma 1.15 del PNRR, se si intende attuarla seriamente, imporrà ulteriori costi di adeguamento dei software, per i quali al momento non sono previste sovvenzioni statali. 

In un simile contesto, sarebbe più opportuno decidere una volta per tutte in quale direzione si intenda far evolvere la contabilità degli enti locali e in tal direzione concentrare gli sforzi e gli investimenti. 

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